La seconda vita dei cipressi maestosi e quieti di Bolgheri. Paolo Pejrone, La Stampa

L’articolo della Stampa

ROMA – “I cipressi – scrive Paolo Pejrone della Stampa – del grande viale di Bolgheri, dopo gli attacchi, pericolosi per la loro salute, che li avevano colpiti una ventina d’anni fa, mostrano ora un’aria sana e robusta: hanno reagito in modo concreto e positivo alle cure e, grazie a Dio, sono in perfetto stato. Furono piantati a metà del XIX secolo da Guido Alberto Della Gherardesca, in sostituzione dei pioppi messi in fretta e furia a dimora pochi anni prima per una visita del Granduca Leopoldo II e che, ancora giovani e teneri, erano stati quasi subito voracemente divorati dalle bestie al pascolo”.

L’articolo completo:

I cipressi, anno dopo anno, e chilometro dopo chilometro, hanno assunto un aspetto maestoso e quieto: il loro elegante e dignitoso incedere è fatto di pochissimo e di tantissimo. Quello che giustamente non spaventò a suo tempo l’ideatore di questo «unicum» furono la quantità, la ripetizione e l’armonico e buon equilibrio dell’impianto. Spettacolare la larghezza lungimirante tra fila e fila, contrappuntata al contrario da una scansione fitta e coraggiosa tra albero e albero (più o meno due metri tra l’uno e l’altro).

(…) Il grande viale di carducciana memoria inizia (o finisce) con una precisione quasi cartesiana, intersecando con sicurezza e baldanza l’ antichissima e bellissima Via Aurelia. Via per la quale vennero fatte (già prima del secolo passato) ben altre scelte botaniche: sono i platani a dominare, numerosi e ormai grandissimi, vicini gli uni agli altri molto più di quanto sarebbe necessario, ma pur sempre monumentali e frondosi.
Ai piedi dei platani crescono, fioritissimi, degli oleandri rosa pallido (Nerium oleander «Alsace»), a fiore semplice e di un’eleganza rastremata, decisamente «vintage». Non ancora fioriti, perché un poco più tardivi, attendono il loro momento alcuni oleandri a fiore doppio «Geant des Batailles». Molto più vistosi, profumati e materici dell’ «Alsace», se appagati e felici del loro posto continuano a fiorire a lungo, per tutta l’estate.
Platani e oleandri sono piante adatte a quei terreni bassi e maremmani: una scelta di qualità sicura ed intelligente. Sono tutti e due esempi chiari di un mondo botanico ormai scomparso, fatto di decisioni rigorose, semplici e bellissime e, dopo tanti anni, non logorate dal tempo ed ancora profondamente emozionanti.

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Gianluca Pace