
ROMA – “Il presidente del Consiglio Matteo Renzi – scrive Giacomo Amadori di Libero– abituale frequentatore di procure come persona informata dei fatti (a Firenze i piรน attenti hanno giร contato quattro sue audizioni)ย e non certo come indagato, ha le carte in regola, asseriscono i suoi, per mettere mano anche alla riforma della giustizia”.
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O almeno alla sua riorganizzazione dal punto di vista amministrativa. Peccato che le nuove norme contenute nel decreto legge sulla pubblica amministrazione sembrino avere un solo obiettivo: occupare manu militari il potere giudiziario come neanche nella Corea del Nord. Un piano contro il quale il presidente Giorgio Napolitano sembra essersi opposto solo in parte.
Il Quirinale avrebbe infatti dato il suo parere negativo allโimmediato prepensionamento di oltre 400 tra giudici e procuratori, a causa dellโabbassamento dellโetร pensionabile a 70 anni. Il ricambio generazionale potrร iniziare tra tre anni, nel 2017. Ma eccoci alla seconda parte del piano renziano.
A luglio ci saranno le elezioni per rinnovare il Consiglio superiore della magistratura e la maggioranza parlamentare dovrebbe piazzare cinque membri laici e un vicepresidente di peso. Sarร poi questo Csm ยซmatteizzatoยป a scegliere i nuovi procuratori e presidenti di tribunale, sino alla rivoluzione del 2017.
Un piano che i magistrati non allineati considerano scellerato. Lo spiega a Libero Andrea Reale, giudice dellโudienza preliminare a Ragusa e unico membro su 36 del Comitato direttivo dellโAssociazione nazionale magistrati non appartenente alle troika di correnti Unicost, Area e Magistratura indipendente, bensรฌ esponente della cosiddetta Proposta B, quella di chi vorrebbe un Csm selezionato per sorteggio e non monopolizzato da logiche politiche e partitiche.
ยซHo presentato unโistanza per chiedere di riunire il comitato direttivo per una doverosa discussione. Questa bozza รจ a mio modo di vedere un vero e proprio attentato allโindipendenza interna della magistratura e in particolare a quella delle singole toghe. Infatti impedisce per legge di difendere la loro legittima aspettativa a un posto direttivo o semidirettivo. Per me si tratta di una norma incostituzionale perchรฉ gli articoli 24 e 103 della Suprema carta garantiscono a tutti i cittadini la tutela dei propri interessi legittimi e di poter ricorrere per motivi di legittimitร sostanziale ai giudici amministrativiยป.
Diritto che ora verrebbe calpestato. Ma che cosa dice esattamente lโarticolo incriminato?ยซContro i provvedimenti concernenti il conferimento o la conferma degli incarichi direttivi e semidirettivi, il controllo del giudice amministrativo ha per oggetto solo la legittimitร formale e procedurale del provvedimento di nomina e la verifica che esso non sia manifestamente volto a perseguire finalitร arbitrarie, diverse dal buon funzionamento degli uffici giudiziariยป.
Praticamente i magistrati che riterranno ingiusta una nomina e che penseranno di avere titoli migliori di chi
gli ha soffiato il posto in un determinato ufficio non potranno piรน rivolgersi al Tar. A meno che non riescano a dimostrare le succitate ยซfinalitร arbitrarieยป da parte del Csm.ยซUnโimpresa impossibileยป, conclude Reale. In sostanza il decreto introduce un regime di non impugnabilitร delle delibere di nomina dei dirigenti degli uffici giudiziari. Ma รจ nella coda dellโarticolo che c’รจ il vero veleno e riguarda lโipotesi in cui un magistrato avrร avuto la possibilitร di rivolgersi al Tare avrร vinto:
ยซNel caso di azione di ottemperanza il giudice amministrativo, qualora sia accolto il ricorso, ordina lโottemperanza e assegna al Consiglio superiore un termine per provvedereยป. La manina dellโestensore del decreto aggiunge che in questi casi viene abolito il commissario ad acta, lโunico organo terzo in grado di far rispettare la sentenza.
ยซChiedere al Csm di rivedere le proprie decisioni e come chiedere a un inquilino moroso di sfrattarsi da soloยป, chiosa un giudice romano che preferisce restare anonimo.
Anche perchรฉ i membriย del Csm, per una vecchia legge ordinaria non sono responsabili dal punto di vista penale, civile e amministrativo per gli atti compiuti o non compiuti nellโesercizio delle loro funzioni
.Qualunque altra amministrazione se non ottemperasse verrebbe perseguita penalmente, il Csm no. ยซHanno blindato il sistema e consegnato la magistratura alle correntiยป conclude la toga sconsolata. Sino a ieri il Tar e il Consiglio di Stato potevano intervenire quando il Csm procedeva a lottizzazioni sistematiche o promuoveva candidati che non avevano i titoli migliori, contestando anche al Csm i vizi tipici degli atti amministrativi.
Da domani non potranno piรน farlo, visto che saranno ammesse solo le contestazioni formali e procedurali. La valutazione del Csm e delle sue correnti diventerร insindacabile al pari di un atto parlamentare. Il che si inserisce,come detto, in un sistema in cui i componenti del Csm con una legge ordinaria sono stati dotati dellโimmunitร penale, civile e amministrativa per i loro atti. Una legge che la Consulta considerรฒ legittima per sottrarre i membri del Palazzo dei Marescialli alle possibili ritorsioni degli altri magistrati. Con Renzi si va oltre e viene creato un mondo a parte, dove le delibere del Csm non possono essere impugnate e le sentenze del Tar non possono essere eseguite coattivamente.
Senza considerare che la mancata esecuzione delle decisioni dei giudici amministrativi non potrร avere conseguenze sui consiglieri del Csm.
E allora che cosa dovranno fare le toghe senza padrini e riferimenti politici? ยซDovremo presentarci pure noi con il cappello in mano in vista delle elezioni del 5 e 6 luglio per il Csm e metterci al servizio di qualche correnteยป risponde amareggiato un pm di Proposta B. Che riassume cosรฌ il piano di Renzi: ยซAzzerare i ruoli direttivi delle toghe, fare scegliere quelli nuovi da un Csm politicamente orientato e rendere queste nomine non impugnabili. In pratica vuole scegliere i vertici della magistratura italianaยป.
Nei corridoi di Palazzo Chigi non ci stanno e replicano che la nuova norma รจ stata scritta per evitare che a causa dei continui ricorsi i posti in magistratura restino vacanti anche per anni.
Le toghe avverse al decreto replicano snocciolando la sentenza 497 del 2000 della Corte costituzionale sui magistrati: ยซNel patrimonio di beni compresi nel loro status professionale vi รจ anche quello dell’indipendenza, la quale, se appartiene alla magistratura nel suo complesso, si puntualizza pure nel singolo magistrato, qualificandone la posizione sia all’interno che all’esterno nei confronti degli altri magistrati, di ogni altro potere dello Stato e dello stesso Consiglio superiore della magistraturaยป. Come dire: lโindipendenza della magistratura non รจ garantita dal Csm. Tanto meno da un Consiglio subalterno alla politica e completamente deresponsabilizzato.
