Herpes Zoster, +25% casi dopo la pandemia Covid. L'allarme della Siti (foto ANSA)
L’Herpes Zoster “è una malattia che ha avuto, dopo il Covid, un aumento quasi del 25%. Quindi, come Società Italiana di Igiene invitiamo le persone sopra i 65 anni o chi ha patologie croniche a recarsi subito nei centri vaccinali, dal medico di medicina generale o nelle reti di patologia per chiedere di essere vaccinati, così da evitare sia la malattia che la complicanza più grave, ovvero la nevralgia post erpetica che può durare anche anni”.
È questo l’appello che arriva da Michele Conversano, past-president della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (Siti) e direttore del dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Taranto nel corso del congresso Siti in corso a Padova.
Quella contro l’Herpes Zoster è una delle diverse vaccinazioni di cui gli igienisti hanno rimarcato l’importanza: non da meno, per esempio, è quella contro il Papillomavirus che “ha una platea sempre più allargata di indicazioni”, ha ricordato Giancarlo Icardi, membro del Gruppo di Lavoro “Vaccini e Politiche vaccinali” della SItI e Ordinario di Igiene presso l’Università di Genova. “È ormai appurato come questa vaccinazione sia efficace nel prevenire l’infezione da Papillomavirus – soprattutto dei tipi con più elevato rischio – che porta allo sviluppo dei tumori. Questo significa fare prevenzione primaria contro i tumori provocati dal Papillomavirus”.
Di grande importanza, secondo gli esperti, anche quella contro lo Pneumococco: “abbiamo lavorato tanto e bene nella fascia pediatrica, dobbiamo fare un ulteriore sforzo nella fascia degli adulti, anziani e dei gruppi con condizioni a rischio”, ha affermato Giovanni Gabutti, coordinatore del Gruppo di Lavoro Vaccini e Politiche Vaccinali Siti. “Solo incrementando le coperture vaccinali riusciremo a ottenere una prevenzione ottimale di questa patologia che ha dei risvolti clinici importanti con conseguenze severe e purtroppo anche con decessi”.