NEW YORK – Da quando fa pagare i contenuti online, cioè dal 28 marzo scorso, il New York Times ha conquistato 100mila abbonati: lo indica il gruppo a cui fa capo il prestigioso quotidiano newyorchese nelle sua trimestrale, registrando però un deciso calo degli utili netti pari al 56%, da 12,8 milioni a 5,4 milioni di dollari. Adesso la consultazione è gratuita fino a un massimo di 20 articoli al mese oltre i quali si devono pagare 15 dollari per la lettura da pc, 20 per accedere ai contenuti da tablet.
Il calo degli utili sembra sia dovuto in particolare al crollo della pubblicità sulla carta stampata, oltre ad un inatteso calo dei contatti al sito About.com, un mini motore di ricerca. Dopo che Google ne ha rivisto gli algoritmi, About.com ha visto infatti il proprio fatturato diminuire del 10,2%.
Le cifre sono invece positive per la pubblicità online, cresciuta del 4,5% in tutto il gruppo. La pubblicità digitale rappresenta ora il 28% del totale, rispetto al 25,6% l’anno scorso. Sui contenuti online, i responsabili del Nyt precisano infine che è troppo presto per trarre conclusioni, ma rilevano che ”i primi indicatori sono incoraggianti”, e c’è la convinzione che le sottoscrizioni digitali cresceranno nel secondo trimestre.
Per il gruppo editoriale, che include anche Boston Globe e l’International Herald Tribune, il primo bilancio è buono ma sicuramente non sono numeri da record. L’editore del quotidiano Arthur Ochs Sulzberger Jr aveva detto a fine marzo che il traguardo dei 300mila non sarebbe stata “una scommessa da raggiungere entro fine anno” e che la sfida sarà confermare la solidità della formula dal 2015 in poi.