La giunta ha deliberato all’unanimità quello che Durnwalder ha definito un ”orientamento politico” sulla questione, perché – ha spiegato – i cartelli incriminati ”non sono stati installati dalla Provincia ma da privati”, come il club alpino sudtirolese Avs. Le indicazioni della giunta prevedono per i cartelli su suolo pubblico il nome tedesco e italiano dei Comuni e i paesi (i cosiddetti Comuni catastali) e per indicazioni, come sentiero, malga e lago.
Per quanto riguarda invece il resto (frazioni, montagne, boschi…) la giunta provinciale invita a usare ”i nomi in uso, nati nella storia”, come anche – ha precisato Durnwalder – i nomi italiani usati abitualmente in loco. I club alpini potranno anche fare uso di simboli. La giunta invita inoltre il Cai e l’Avs ”a sedersi a un tavolo e trovare dei criteri comuni per la segnaletica di montagna”, ha concluso il governatore.