La “guerra dei brevetti”: Apple fa causa ad Amazon per gli App store. Rim lancia l’anti-iPad

NEW YORK – L’escalation della ‘guerra dei brevetti‘ nell’industria degli smartphone si apre su due nuovi fronti: Apple contro Amazon e Microsoft contro Barnes & Nobles e tutti in modo indiretto contro Android, il sistema operativo di Google.

Per Cupertino un altro fronte di scontro si sta per aprire: il prossimo 19 aprile Research in Motion, produttrice del Blackberry, lancerà il tablet Playbook, che aspira a diventare l’anti iPad e con il quale Research in Motion (Rim) cerca di rilanciare la propria immagine, da produttore di dispositivi corporate a produttore di gadget per competere con Apple. Il tablet Playbook sarà disponibile in tre modelli a un prezzo compreso fra i 499 e i 699 dollari.

La causa di Apple nei confronti di Amazon, presentata la scorsa settimana presso una corte federale nel nord della Californai, è sul nome ‘App Store’. Amazon sta per lanciare il proprio negozio di application per i dispositivi che usano Android. Apple ritiene che ‘App store’ sia un marchio registrato e che l’uso da parte di Amazon possa creare ”confusione e ingannare” i consumatori. Amazon respinge le critiche e afferma che insieme agli sviluppatori è stato deciso di usare il termine ‘Amazon Appstore’.

Il nome ‘App store’ è entrato nel linguaggio comune per indicare il luogo dove è possibile scaricare le applicazioni e i rivali di Apple hanno evitato di usare il termine per i loro servizi.

Google ha chiamato il proprio negozio online ‘Android Market’ e Microsoft lo ha nominato ‘Marketplace’. Microsoft ha presentato un esposto alla corte federale del Delaware e all’International Trade Commission, l’agenzia che supervisiona e controlla la concorrenza, contro Barnes & Noble con il quale punta a bloccare le improtazioni Nook, l’e-reader di Barnes & Noble che gira sul sistema Android.

Nell’esposto Microsoft menziona anche Inventec e Foxcoon, i due produttori dell’e-reader. Il colosso di Redmond lamenta la violazione di cinque brevetti. L’azione nei confronti di Nook sembra indicare la volontà di Microsoft di rivendicare i propri diritti nel campo dell’elettronica destinata ai consumatori e arginare Android, il cui uso è sempre più diffuso.

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Maria Elena Perrero