PECHINO, 27 LUG – In un giorno qualsiasi di un'estate insolitamente calda e umida, l'Apple Store del Sanlitun Village, nel centro di Pechino, e' pieno. Soprattutto giovani ma anche coppie di mezza eta' che studiano con attenzione gli iPad2 e madri che aspettano pazientemente che i loro pargoli abbiano esaminato i giochi disponibili sull'iPhone4.
''Ho quasi tutti i prodotti della Apple, MacAir, iPhone3, iPhone4, iPad2'', dichiara soddisfatta Yan Ning, 29 anni, che lavora ''nella pubblicita'''. ''Lo so, e' una moda, ma io li amo…sono costosi, e' vero, e risparmio apposta per comprarli, non mi interessano altre cose, compro quasi esclusivamente gadget elettronici…''. Secondo Yan ''quella degli Apple Store e' una grande strategia, dimostra che hanno capito bene la psicologia dei cinesi…''.
L'Apple Store del Sanlitun Village – un grosso centro commerciale sviluppato dallo Swire Group di Hong Kong e diventato in pochi anni il luogo piu' alla moda della capitale – e' stato il primo ad essere aperto in Cina dalla compagnia di Cupertino. A Pechino ce n'e' un altro, anche questo in una zona strategica, il quartiere universitario di Haidian. Gli altri due ''veri'' Apple Stores, anch'essi presi d'assalto quotidianamente da centinaia di appassionati, si trovano a Shanghai.
L'opinione della giovane pubblicitaria non deve essere campata per aria se nei giorni scorsi ha fatto scalpore la notizia della scoperta a Kunming – un centro di medie dimensioni nel sud della Cina – di cinque ''falsi'' Apple Store, modellati su quelli di Pechino e Shanghai per attirare la clientela. Due dei negozi non avevano la licenza in regola e sono stati chiusi d'autorita'. Tutti e cinque vendevano ''veri'' prodotti Apple e i proprietari si sono difesi sostenendo che nessuna legge vieta di ''addobbare'' i negozi come si vuole.
''Sembra che in Cina la classe media sia cresciuta piu' in fretta della presenza della Apple…il fatto che si falsifichino addirittura i negozi la dice lunga sulla domanda per i prodotti Apple in Cina'', ha commentato Charles Wolf, analista americano del mercato informatico.
La scorsa settimana Tim Cook, chief operating officer della Apple, ha annunciato che nel secondo trimestre fiscale del 2011 le vendite della compagnia nella Grande Cina (che comprende anche Taiwan e Hong Kong) sono aumentate di sei volte rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel settore elettronico, la Apple ha sbaragliato la concorrenza, rappresentata tra l'altro da imprese forti come la locale Lenovo, che ha assorbito la Ibm computer.
Nonostante questo brillante risultato, Cook si e' dichiarato ''convinto'' che la compagnia californiana abbia semplicemente ''grattato la superficie'' di un mercato che conta 900 milioni di utenti dei telefoni cellulari e 457 milioni di internauti. A far salire le quotazioni della Apple sono stati gli iPhone, le cui vendite sono aumentate in un anno del 250%.
L'unica minaccia per la compagnia di Cupertino, secondo gli analisti, e' proprio la crescita esponenziale della domanda, alla quale e' difficile far fronte. Secondo la stampa cinese, in giugno ''un gran numero'' di persone che contrabbandavano prodotti Apple dalla vicina Hong Kong, dove le imposte sono vicine allo zero, sono state arrestate a Shenzhen, la metropoli industriale del sud. Uno studente che ha affermato di chiamarsi ''Desmond'' ha confessato di aver contrabbandato decine di iPad e iPhone da Hong Kong, e di averli rivenduti attraverso il sito di commercio online Taobao.
''Non ho paura di essere scoperto, al massimo pago le tasse e dico che sono per il mio uso personale'', ha affermato. Il giovane sostiene di aver guadagnato 3-400 yuan (tra i 32 2 i 42 euro) per pezzo.