ROMA, 13 SET – Un giorno i medici potrebbero avvalersi di un ''dolorimetro'', un misuratore oggettivo del dolore che un paziente prova durante le procedure mediche cui e' sottoposto. Il dolorimetro e' basato sull'attivita' neurale registrata con la risonanza magnetica e potrebbe quindi rappresentare una prima misura oggettiva fisiologica del dolore.
Il prototipo del dolorimetro e' stato messo a punto da Sean Mackey della Stanford University in California e i risultati dei test sui primi pazienti sono stati resi noti sulla rivista PLoS ONE.
Il dolore provato da un paziente durante un esame o una procedura terapeutica e' un parametro importante per la pratica medica, ma anche difficile da misurare, poiche' e' oggi basato essenzialmente sulle sensazioni soggettive provate ed espresse dalla persona stessa. Ma ciascuno di noi vive il dolore in modo differente caricandolo anche di valenze emotive, che possono di fatto aumentare la percezione di una sofferenza fisica; e poi alcune categorie di pazienti, anziani e bimbi piccoli in primis, non riescono facilmente a comunicare al medico il dolore provato. L'idea di un dolorimetro e', quindi, attesa dalla comunita' medica mondiale. Gli esperti Usa si sono dunque avviati su questa strada ideando un algoritmo che traduce l'attivazione neurale del cervello di soggetti sottoposti a stimoli dolorosi. L'attivita' neurale in risposta al dolore e' stata osservata con la risonanza magnetica su otto soggetti, confrontandola con l'attivita' neurale di base, cioe' in assenza di stimolo doloroso. Una volta scritto l'algoritmo, il dolorimetro e' stato testato su altri otto soggetti per verificare se lo strumento riuscisse a decifrare dalla loro attivita' neurale l'assenza o presenza di dolore. Il dolorimetro e' riuscito con successo nell'81% dei casi. Se superasse i test su un maggior numero di pazienti, potrebbe quindi, in futuro, essere promosso a 'misuratore ufficiale' di dolore in corsia..