Si è risvegliato dal coma Ennio Casale, il barista di 63 anni rapinato per 60 euro e picchiato selvaggiamente da una banda di romeni lo scorso 7 settembre, nella Capitale, e ricoverato all’ospedale San Camillo di Roma.
L’uomo, che è stato trasferito dal reparto rianimazione a quello di neurochirurgia, è stato stubato e respira autonomamente. Ancora da accertare eventuali danni neurologici. Alcuni giorni dopo l’aggressione i carabinieri arrestarono quattro dei sei romeni autori dell’aggressione.
Casale è sempre stato un uomo solo e ancora adesso, a distanza di sei settimane dalla vicenda, nessun familiare o amico è andato a trovarlo in ospedale. I cinque componenti del branco che rapinarono i barista, tutti romeni senza fissa dimora tra i 22 e i 32 anni, furono arrestati dai carabinieri alcuni giorni dopo l’aggressione.
Ennio Casale,che lavora in un caffè in piazza Santa Maria Maggiore, stava rientrando a casa di notte quando fu seguito dai suoi aguzzini sull’autobus dove era salito. Una volta sceso e poco distante da casa è stato poi aggredito a scopo di rapina, pestato dal branco, e lasciato in terra privo di sensi. Casale fu identificato dai carabinieri solo grazie alla marca sulla pettorina del bar dove lavora. I rapinatori furono incastrati dalla telecamera di un bar, che li riprese subito dopo quella violenza brutale. Il gruppo di romeni e’ fortemente sospettato di numerose altre rapine messe a segno nella Capitale con lo stesso metodo.