Addio alla calvizie grazie al gene del “lupo mannaro”

ROMA – Una nuova cura contro la calvizie che promette di essere efficace al 100 per 100. Per attuarla occorrono due cose, un’attesa di almeno un paio d’anni e un gene, quello del “lupo mannaro”.

La sindrome del “lupo mannaro”, è stata scoperto recentemente da alcuni scienziati che sono riusciti a rintracciare il difetto genetico che è alla base della malattia a causa della quale folti capelli coprono il volto e la parte superiore del corpo. Gli esperti dicono che grazie alla individuazione del gene e a successive possibili sue modificazioni saranno in grado di mettere a punto dei farmaci che consentiranno la crescita di capelli anche nelle zone calve. Ci vorranno però, ancora alcuni anni di ricerche e test.

La sindrome  “Werewolf” è molto rara, sono stati registrati solo 50 casi negli ultimi 300 anni. Una delle protagoniste è Sumatra Sasuphan, una ragazza thailandese di 11 anni, nel marzo scorso entrata nei Guinness World Records come bambino più peloso al mondo.

Gli uomini affetti dalla sindrome del lupo mannaro hanno faccia, busto e perfino palpebre coperte di peli. Le donne, invece, tendono ad essere coperte di capelli solo a chiazze, anche se Supatra ha un viso quasi completamente coperto di peli.

Gli scienziati della University of Southern California hanno scoperto il gene in una famiglia messicana ed una cinese. Il professor Pragna Patel, dell’Istituto di Medicina Genetica dell’università, dice che il gene sembra essere stato “acceso” ed aver innescato l’eccessiva crescita di capelli. Sarà proprio questo l’obiettivo dei farmaci del futuro: accendere i geni, per innescare la crescita.

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Alessandro Avico