Si tratta di un centro realizzato con un investimento di un milione di euro, come ha sottolineato il rettore dell’ateneo, Marcello Fontanesi, e che sarà utilizzato anche da ricercatori di istituti stranieri, ha aggiunto Marco Orlando, direttore del Disat, il dipartimento di scienze ambiente e territorio e scienze della terra, al quale fa capo EuroCold.
Racconta il Corriere della Sera:
I ricercatori entrano nella cella frigorifera a -50 gradi dove ci sono gli strumenti per il trattamento e lo studio delle carote di ghiaccio estratte in quattro anni di lavoro fino a una profondità 3.300 metri nella calotta antartica orientale. Per questioni di sicurezza, non possono restare a 50 sottozero per più di un’ora e, una volta usciti, devono restare per altri 60 minuti a temperature «civili» prima di rientrare nelle sale che riproducono le stesse condizioni che si trovano in Antartide.
«Siamo riusciti a datare carote di ghiaccio risalenti a 820 mila anni fa», illustra Maggi. «Dall’analisi del contenuto dei gas e delle particelle conservate nel ghiaccio, possiamo comprendere meglio le variazioni climatiche avvenute in centinaia di migliaia di anni. E, per quanto riguarda gli ultimi 200 anni, capire quanto ha inciso l’attività umana».