ROMA, 8 FEB – Un materiale opaco come il ferro e' stato trasformato in un materiale trasparente. Il risultato, annunciato su Nature, dimostra per la prima volta che i nuclei degli atomi possono diventare trasparenti se irrorati con fasci di raggi X. Il risultato si deve a un gruppo coordinato dal tedesco Ralf Röhlsberger del Deutsches Elektronen-Synchrotron (Desy), ad Amburgo. La tecnica, sottolineano gli esperti, permette il controllo della velocita' della luce e della sua trasmissione e cio' potrebbe avere applicazioni nei futuri computer quantistici per esempio per memorizzare le informazioni con gli impulsi di luce. L'effetto di trasparenza elettromagneticamente indotta (Eit), sottolineano gli esperti, e' gia' noto alla fisica dei laser. Con intensa luce laser, a determinate lunghezze d'onda, e' possibile infatti trasformare un materiale opaco in un materiale trasparente.
Ora i ricercatori sono riusciti a dimostrare per la prima volta che e' possibile ottenere questo effetto di trasparenza anche con i raggi X. L'esperimento e' stato condotto su lamine di ferro 57, un isotopo del ferro che rappresenta il 2% del ferro presente in natura. I ricercatori hanno posizionato due strati sottili del materiale ognuno spesso circa 3 miliardesimi di metro fra due specchi paralleli di platino che riflettono molte volte i raggi X. Questo 'sandwich' e' stato irradiato con fasci di raggi X molto bassi. Nel sistema di specchi i raggi X vengono riflessi avanti e indietro piu' volte generando un fenomeno chiamato risonanza che fa diventare il ferro quasi trasparente ai raggi X. Il fenomeno, secondo gli esperti, sarebbe causato dall'interazione degli atomi negli strati di ferro: nelle condizioni del test gli atomi assorbono i raggi X insieme e li irradiano in sincronia, e cio' cancella reciprocamente le oscillazioni degli atomi e come risultato il materiale appare trasparente. L'esperimento mostra anche un altro effetto: la luce intrappolata fra gli specchi viaggia a una velocita' di pochi metri al secondo, normalmente la velocita' e' circa 300.000 chilometri al secondo. Un effetto che secondo i ricercatori potrebbe avere applicazioni nei futuri computer quantistici, per esempio, per memorizzare le informazioni con impulsi di luce estremamente lenti.