ROMA – La Fiom va forte. Se non in economia, almeno nella moda. Dopo le felpe Fiat lanciate da Lapo Elkann, il sindacato degli operai metalmeccanici ha risposto con delle felpe rosso fuoco – o rosso ‘bandiera’ – che sono andate a ruba: 10mila quelle vendute solo negli ultimi100 giorni.
L’idea, scrive il Riformista, fa parte della vasta campagna di marketing avviata con la manifestazione a Roma a ottobre e poi a gennaio. Il prezzo di listino è 20 euro, ma sul sito un internauta se l’è aggiudicata a 33,50 euro.
E le felpe non sono l’unico gadget ‘creato’ da Stefania Frezza e Bernardo Andriani, i due militanti Fiom che tramite Meta Edizioni si occupano del settore. : ci sono anche borse per lo shopping – le shopping bag, nel gergo dell’italo-canadese Marchionne -, i mouse pad, i dvd con i comizi, addirittura i beauty case. Ma nulla ha raggiunto il successo delle felpe.
Del resto di un cambio nella comunicazione della Cgil in generale ci eravamo già accorti con la campagna di sensibilizzazione che a fine 2010 ha riempito le città con i cartelloni di proposte di lavoro indecenti per “Giovani (non) disposti a tutto”.
Il mercato del lavoro è cambiato, ma, sembrerebbe, è cambiato anche un certo modo di sentire. I comizi non attirano più, gli operai votano Lega, la federazione del maggiore sindacato è escluso dagli accordi. E la lotta tra Fiom e Fiat si fa oggi anche a colpi di Marketing