FIRENZE – Mangiare due gelati, un cono e una coppa, in piedi per giunta, e pagare poi un conto da 27 euro. Un fatto, quello accaduto ad una coppia di tedeschi in vacanza a Firenze, che riapre il dibattito sulla speculazione di certi bar e ristoranti nei confronti dei turisti. Tempo fa a Roma ad una coppia di Giapponesi che fecero un pranzo a base di pesce (non tutte le portate si intende), fu presentato un conto addirittura superiore ai 600 euro.
Per Sara e Hans Peter Ehrlich, tedeschi di Friburgo, la passeggiata a Ponte Vecchio rimarrà quindi memorabile. Due gelati al bancone, neppure troppo buoni stando al loro racconto, consumati in piedi e con sorpresa finale. “Quando me l’hanno raccontato ho pensato che ci fosse di mezzo un problema di comprensione linguistica, poi mi hanno mostrato lo scontrino e ho capito che era tutto vero”, spiega Caroline Wasserfuhr, proprietaria del bed&breakfast in Valdera dove era alloggiata la coppia di turisti.
La gelateria incriminata si difende con il cartello dei prezzi regolarmente affisso alla parete. “Un prezzo del genere non si giustifica in nessun modo, i miei coni arrivano a costare al massimo 4 euro”, sostiene il gelataio fiorentino Bernardo Minniti. “I due turisti tedeschi hanno pagato il fatto di aver mangiato un gelato a Ponte Vecchio, ma non è detto che abbiano consumato per questo un prodotto d’eccellenza: di solito nei punti più turistici il gelato strizza l’occhio ai clienti da vaschette stracolme d’aria e coloranti. Un gelato buono non ha l’aria “montata” e non cola dal cono”, spiega Minniti.