Fisica delle particelle, acceleratore Super B inaugurato

ROMA, 10 GIU – Nuovo scatto in avanti nell'Europa nella fisica delle particelle. Mentre negli Stati Uniti sta per andare in pensione il vecchio acceleratore Tevatron, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cnr di Ginevra continua a raccogliere successi e adesso avra' anche un 'fratelli minore' che lavorera' in modo complementare. E' l'acceleratore Super B, che nascera' vicino Roma, nell'area dell'universita' di Tor Vergata.
La sede del nuovo acceleratore, annunciata dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), e' un passo in avanti verso la realizzazione di un progetto al quale sta guardando da tempo con interesse la comunita' internazionale dei fisici. E' uno dei 14 progetti bandiera previsti dal Programma Nazionale della Ricerca, per il quale il ministero per l'Istruzione, l'Universita' e la Ricerca prevede un finanziamento di 600 milioni ed il suo anello occupera' un'area di circa 30 ettari del campus dell'universita' Tor Vergata, molto vicino ai Laboratori Nazionali di Frascati dell'Infn.
Il nuovo acceleratore lavorera' in modo complementare al grande Lhc. I fasci che si scontreranno al suo interno saranno infatti corti, ma estremamente densi. Grazie a questa caratteristica un evento raro osservato dall'Lhc, con il suo anello da 27 chilometri, potra' essere analizzato in dettaglio nell'anello sotterraneo del Super B, dalla circonferenza di 1,5 chilometri e nel quale si scontreranno elettroni e positroni.
Per le loro dimensioni, le due macchine possono essere considerate il Davide e Golia della fisica, ma lavoreranno insieme per rispondere a domande fondamentali della fisica contemporanea, come i meccanismi che hanno prodotto la scomparsa dell'antimateria poco dopo il Big Bang o le forze che tengono uniti i componenti fondamentali della materia. Il Super B non fara' solo fisica: il suo lavoro sara' utile anche nel campo della biologia e delle nanotecnologie grazie alla cosiddetta ''luce di sincrotrone'' emessa dagli elettroni nella loro corsa nell'acceleratore. Una caratteristica, questa che ha attratto altri centri di ricerca di primo piano, come l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). ''E' la prima volta che una macchina acceleratrice viene progettata fin dall'inizio per soddisfare allo stesso tempo le esigenze della fisica fondamentale e di quella applicata'', ha osservato il presidente dell'Infn, Roberto Petronzio. ''Il progetto – ha aggiunto – si inquadra naturalmente in un contesto di collaborazioni internazionali e contribuira' a rafforzare il primato europeo nella fisica delle alte energie''. Soddisfatto anche il rettore dell'universita' di Tor Vergata, Renato Lauro, che ha rilevato come ''per l'operativita' di Super B sara' coinvolta, a pieno regime, una comunita' scientifica di oltre mille scienziati e tecnici''.
Dall'altra riva dell'oceano, intanto, arriveranno alcuni componenti del nuovo acceleratore: sono i magneti dell'acceleratore dell'universita' americana di Stanford, dove era installato l'esperimento Babar.

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Alberto Francavilla