All’aeroporto di Genova il nemico numero uno sono i gabbiani: gli uccelli stanno dando sempre maggiori problemi, agli aerei, costringendo spesso i piloti ad atterraggi di emergenza. Il fenomeno, noto con il nome di Bird Strike, è stato raccontato da Erika Dellacasa in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera.
Come racconta la Dellacasa, è lo stesso direttore generale dell’Aeroporto di Genova, Paolo Sirigu, a cercare disperatamente una soluzione, anche drastica: “Alla fine lo ammette, qualche fucilata ci starebbe bene. «Forse – dice – così risolviamo qualcosa»”.
L’ultimo scontro, ricorda la Dellacasa “è stato mercoledì alle otto e mezza di una serataccia piovosa: i gabbiani sono finiti contro l’aereo diretto a Catania e il velivolo, in fase di decollo, ha dovuto riatterrare per sicurezza. I passeggeri del volo 1717 (già inquieti per quel numero poco beneaugurante) sono scesi spaventatissimi chiedendo: «Ma non potete sparare a quegli uccelli? Meglio morti loro che noi»”.
Sirigu poi spiega quali sono le “armi” già in dotazione per questa battaglia: “I cannoncini a gas in aeroporto sono nove, il rumore simile a uno sparo dovrebbe spaventare gli uccelli, ma l’effetto è sempre meno potente: «Si abituano – spiega l’uomo che combatte i gabbiani – perché sono molto intelligenti. I cannoncini sono regolati in modo elettronico e variano la distanza di tempo fra uno sparo e l’altro per disorientare gli uccelli. Ma non basta»”.
La Dellacasa sottolinea che anche le strategie di combattimento si stanno evolvendo con l’avanzamento della tecnologia: “Fra gli esperimenti tentati da Sirigu quello del falco-robot: «Il falco è un predatore – racconta – e so che in altri scali vengono utilizzati esemplari vivi. Ma il falco è pigro, quando piove non caccia, quando è buio nemmeno. Abbiamo tentato con un falco-robot il primo volo è andato benino. Il secondo è durato neanche quaranta minuti. I gabbiani lo hanno attaccato in stormo»”.