Idrogeno trasformato in metallo: rivoluzione per i superconduttori

ROMA – Trasformare l’idrogeno in metallo. Obiettivo che al Max Planck Institute, in Germania, è stato raggiunto. La scoperta annunciata su Nature Materials promette una rivoluzione nel campo tecnologico. Poter usare l’idrogeno, che normalmente si trova allo stato gassoso nell’ambiente, in uno stato metallico permetterà la creazione di nuovi e più efficaci superconduttori. Le applicazioni saranno importanti nel campo medico, informatico e della ricerca scientifica.

L’idrogeno metallico è la pietra filosofale della scienza: si trova a questo stato solamente nei nuclei delle stelle, dove le condizioni di temperatura e pressione sono tali da permetterne l’esistenza. Per riuscirci gli scienziati del Max Planck Institute hanno dovuto portare la pressione oltre i 220 gigapascal, circa 220 miliardi di volte superiore alle pressione che l’atmosfera esercita sulla superficie terrestre, per generare idrogeno metallico a temperatura ambiente. Abbassando la temperatura a -400 gradi celsius e aumentando la pressione a 260 gigapascal la resistenza elettrica del materiale è stata abbassata del 20 per cento.

L’abbassamento della resistenza elettrica rende l’idrogeno metallico un materiale eccellente per la realizzazione di superconduttori, dei conduttori in cui l’elettricità non incontra resistenze e non si disperde in calore durante il passaggio nel materiale. Se l’esperimento confermerà la sua ripetibilità e l’idrogeno metallico sarà “facilmente” disponibile  per i ricercatori le applicazioni saranno diverse e importanti. Sarà infatti possibile migliorare l’efficienza di macchine per la risonanza magnetica, Mri, spettrometri di massa, circuiti informatici e deviatori magnetici dei fasci di particelle che viaggiano negli acceleratori, ma anche in generale dei circuiti informatici ed elettrici.

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