Classico, ma vincente nella finanza. Per chi va al liceo i migliori sbocchi professionali

ROMA – Secondo un articolo de La Stampa greco, latino e filosofia aiutano ad avere successo, o almeno a trovare un buon lavoro. Il liceo classico risulta ancora vincente in rapporto alle prospettive professionali che apre agli studenti che lo hanno frequentato. Queste sono le tesi di Giampiero Bergami, manager di Unicredit Corporate Banking: «Perché tradurre dal latino e dal greco coltiva il pensiero strategico», dice Bergami, che ha tenuto a Napoli un seminario dedicato al liceo classico, perché chi traduce Sofocle deve sfruttare la sua marcia in più.

Vediamo un po’ di dati: «A frequentarlo è il 7% della popolazione studentesca, con punte del 10% al Sud – spiega a La Stampa il pedagogista Giorgio Chiosso – e rischia di essere esposto a un duplice rischio: la nostalgia e la marginalizzazione. Un indirizzo di studi, cioè, che sa di antico ma anche di stantio, oppure che è destinato a essere “residuale”, per non dire sopravvissuto. E tutto questo è profondamente sbagliato».

Il principio da cui si parte per la riscossa del classico è quello secondo cui «il mondo degli affari e della politica sono guidati da scelte di lungo termine e la capacità strategica di una impresa si basa indissolubilmente sulla sua capacità di analisi».

Il classico aiuta anche nella finanza: «Stamattina – ha raccontato – prima di venire qui abbiamo dovuto affrontare una questione finanziaria molto complessa. Alla luce delle mere regole, delle tecnicalità del caso, la soluzione non c’era. Eppure andava trovata. Dove? Nelle regole non scritte… Per dirla tutta: nell’Antigone».

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