Non tutti hanno la stessa capacità di capire quando sbagliano e ciò dipende dalla propria capacità di introspezione, un processo mentale di alto livello poiché “richiede la capacità di selezionare le risposte corrette da quelle sbagliate e varia sostanzialmente da individuo ad individuo”, come sostengono i ricercatori inglesi della University College London, che hanno studiato come la capacità di introspezione di un individuo dipenda dal volume del suo cervello.
Lo studio ha interessato la percezione di 32 soggetti sani che sono stati sottoposti a semplici stimoli visivi, come la visione di un’immagine geometrica, e ai quali è stato chiesto di stabilire quanto ritenessero accurata la propria valutazione dell’immagine che gli era mostrata.
Il test è stato personalizzato in base all’abilità percettiva di ogni individuo, in modo tale che la difficoltà a cui i soggetti sono stati sottoposti fosse la stessa, e che gli individui avessero nella valutazione un’accuratezza del 71 percento. E’ emerso che persone con “una buona abilità introspettiva sono più abili nel capire se la loro valutazione dell’immagine fosse corretta o meno” ha sostenuto Steven Fleming, neuro scienziato cognitivo al Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell’università londinese.
Con l’impiego di apparecchiature MRI (Magnetic Resonance Imaging) è stato possibile studiare la struttura e la composizione delle diverse aree del cervello in correlazione all’abilità di introspezione, evidenziando che i soggetto con capacità introspettive migliori presentano un maggior numero di connessioni tra la materia grigia e gli assoni della materia bianca, e la regione celebrale interessata è la corteccia prefrontale, un area situata dietro agli occhi.
Fleming ha aggiunto: “Siamo rimasti sorpresi nel trovare differenze nella struttura di queste regioni che indicano un collegamento a processi mentali di alto livello come la capacità di introspezione”. Inoltre la differenza del volume di materia grigia tra gli individui può spiegare la sicurezza che taluni ostentano come correlata ad una buona introspezione.
La ricerca londinese pubblicata su Science ha destato la curiosità di due psicologi della Columbia University, Hakwan Lau e Brian Maniscalco, i quali sostengono che “noi crediamo che giudizi dati con maggiore sicurezza sono più accuratu” ed hanno sottolineato come “la correlazione tra sicurezza e accuratezza, sebbene sempre vera, sfortunatamente non è infallibile”.
Nel futuro saremo quindi in grado di stabilire quanto una persona sia convinta di ciò di cui ci sta parlando e quanto sia affidabile il suo giudizio grazie ad una semplice scansione cerebrale, ma se la scansione dovesse rivelare una scarsa densità di materia grigia nella corteccia prefrontale del nostro interlocutore Lau consiglia di “non interpretare troppo seriamente la sua sicurezza”.
Le applicazioni dello studio non interessano solo la comprensione del cervello e di come processi metacognitivi siano legati a strutture celebrali tipiche dell’uomo adulto, ma meno sviluppate nel cervello di bambini e animali, indicando così una nuova serie di possibili indagini per verificare le teorie sviluppate sull’introspezione. Le ricerche comunque non hanno potuto stabilire se lo sviluppo della corteccia prefrontale sia dovuto a fattori innati o piuttosto a meccanismi che aumentano il volume cerebrale, come l’apprendimento, anche se Fleming ritiene che entrambe siano possibili.
I ricercatori hanno fatto notare come la scoperta potrebbe portare ad “all’allettante eventualità di poter “allenare” le capacità metacognitive” ed a valutare l’accuratezza di più ampi tipi di conoscenza o memoria. Inoltre Fleming sostiene che “iniziare a costruire un immagine delle funzioni di queste regioni per vedere come le strutture sono collegate con ciò che una persona può fare e ciò che non può fare”, aiutando così i medici a comprendere come diagnosticare ed eventualemnte curare, deficit metacognitivi nei pazienti.