Milano, microchip sulle biciclette per combattere i furti

MILANO – Le auto di lusso hanno l’antifurto col gps, le biciclette il microchip. Almeno a Milano. L’iniziativa annunciata in pompa magna l’anno scorso dalla Provincia, ora comincia a concretizzarsi anche se per chiudere il cerchio manca ancora un tassello. In una città dove spariscono 10mila biciclette all’anno il servizio “MiBiciSicura” prevede l’inserimento nel telaio della due ruote di un dispositivo elettronico che assegna un numero di serie e permette di risalire al proprietario in caso di furto.

“L’idea in sé non è da scartare – racconta Pietro Detto, proprietario di una ciclostazione autorizzata all’installazione – perché adesso se uno ritrova la propria bici alla fiera di Senigallia (sulla Darsena di Milano n.d.r) può farsela restituire: sarà in grado di riconoscerla non dai graffi sul telaio, ma da un sistema sofisticato e legalmente riconosciuto”. I vigili urbani infatti grazie ad un lettore ottico sono in grado di leggere la targa incisa sul dispositivo e riconsegnare il maltolto al proprietario iscritto nel Registro Provinciale delle Biciclette, l’anagrafe delle due ruote microchippate.

La vita si complica per i ladri che però sono gentilmente avvertiti dello stratagemma da un adesivo tondo e verde. I gestori dei negozi riconoscono il fatto che questo sistema sia innovativo a livello nazionale, ma non nascondono alcune perplessità: «Il problema è che quando questo servizio è stato presentato dall’Assessorato Provinciale alla Mobilità – continua Pietro Detto – si era parlato della possibilità di unire al microchip anche un’assicurazione contro il furto da far sottoscrivere ai clienti. Questa a mio parere sarebbe stata la svolta che avrebbe reso il sistema un’idea geniale. Abbiamo aspettato un po’ ma queste assicurazioni non sono mai arrivate. Quindi qualche mese fa abbiamo deciso di vendere le nostre biciclette con incorporato il chip, senza sovrapprezzo».

Una buona idea, implementata a metà, un peccato in una città in cui otto famiglie su dieci possiedono almeno una bicicletta. Chi si è avventurato in una ciclofficina ha comunque apprezzato l’inserto tecnologico: «I clienti hanno risposto bene all’iniziativa, anche se la mancanza di assicurazione ne diminuisce l’attrattiva» conclude Detto. Chiunque fosse interessato a trasformare il proprio ecomezzo, si può recare in una ciclostazione autorizzata (per trovare quella più comoda basta chiamare l’Ufficio Bici della Provincia di Milano allo 02.77.40.30.59) e chiedere l’installazione di questo dispositivo: il costo è a discrezione del rivenditore, ma si aggira attorno ai 5 euro.

Published by
Alberto Francavilla