Stipendi lievitati nonostante la crisi: è questa la fotografia che fa Repubblica dell’Atm di Milano. Negli ultimi tre anni, nonostante l’incentivo ai prepensionamenti, secondo quanto scrive Oriana Liso, sarebbero cresciuti i compensi per le fasce più alte.
L’azienda dei trasporti milanese avrebbe fatto così spendere ben oltre un milione in più di stipendi. In questo calcolo però non rientrerebbero i benefit tipo case, auto con ecopass, permessi per parcheggiare.
Erano 26 i dirigenti di alta fascia nel 2007, quando arrivò Elio Catania, presidente di Atm. Poi sarebbero cresciuti arrivando a più di 40.
“Nel 2006, era pre-Catania, gli stipendi dei dirigenti costavano all’azienda poco più di 3 milioni e 200mila euro, l’anno dopo — quando Catania si insedia — lievitano già a 3 milioni e 750mila euro. Una progressione vertiginosa che l’anno scorso ha abbondantemente sfondato il tetto dei 5 milioni. Consulenze esterne escluse: nel 2010, nonostante abbia un ufficio stampa, Atm si è anche servita di una nota società di comunicazione”, spiega Repubblica.