MILANO – Grazie alla cagnetta del suo aggressore che si è messa ad abbaiare, una ragazza di 14 anni, a Milano, è riuscita a divincolarsi dalle grinfie del suo stupratore, un uomo di 40 anni che l’aveva adescata in un parco della periferia milanese e che è stato arrestato.
La vicenda, accaduta nel settembre scorso, si è risolta ieri 18 febbraio con l’arresto dell’aggressore. A interrompere l’uomo mentre stava ormai abusando della ragazza, infatti, è stata proprio la sua cagnetta, una meticcia di nome ‘Briciola’, che si è messa ad abbaiare così forte e con tanta insistenza da bloccare l’azione del suo proprietario permettendo alla quattordicenne di colpirlo e di allontanarsi.
Il presunto violentatore, dopo 5 mesi di indagini, è stato individuato dai carabinieri, ancora una volta grazie alla cagnetta, riconosciuta in un album fotografico costruito ad hoc dagli investigatori dell’Arma. I carabinieri, da gennaio, nella stessa zona periferica del capoluogo lombardo, il Gratosoglio, stanno indagando su altri tre casi di violenza sessuale, che non sono stati riferiti alla stampa. Il particolare e’ emerso oggi nel corso della conferenza stampa tenuta dalla Compagnia dei carabinieri Porta Magenta, durante la quale sono stati citati gli altri tre casi, uno avvenuto in casa, uno su un autobus e un altro nel medesimo parco, un’area verde che si trova tra via Gratosoglio e la frazione di Quinto de’ Stampi, nei pressi di via Costantino Baroni. Quella mattina, il 20 settembre scorso, la ragazza si era recata al parco dopo aver deciso di bigiare la prima ora di lezione, per attendere di entrare alla seconda campanella. Su una panchina ha cominciato a giocare con la cagnetta, e poco dopo ha inevitabilmente conosciuto anche il suo padrone, un uomo (sposato e incensurato) padre di una bambina di 6 anni che aveva appena accompagnato a scuola.
La quattordicenne, per nulla insospettita da quella persona apparentemente regolare, ha accettato l’invito a prendere un cappuccino con lui in un bar vicino. Appena usciti dal locale, però, lo sconosciuto l’ha afferrata per il collo trascinandola in un cespuglio. Poi le ha strappato i vestiti e l’ha obbligata a un rapporto non completo, almeno fino a quando la cagnetta, che era stata legata a una panchina, ha distratto l’aggressore. La ragazzina allora l’ha colpito al bassoventre ed è fuggita a casa, raccontando tutto alla madre che ha chiamato i carabinieri. Un esame alla clinica Mangiagalli ha confermato il suo racconto. A causa dello spavento, la giovane non era riuscita a fornire che pochi particolari sul violentatore, fino a quando non leè tornato in mente il nome della cagnetta. Dopo uno screening, i militari le hanno mostrato un album di foto di cani, e un altro separato con quelle dei padroni, che sono stati entrambi riconosciuti.