MILANO – Non basta il grido di allarme contro le infiltrazioni mafiose. L’Assimpredil Ance Milano, l’associazione che rappresenta le imprese dell’industria delle costruzioni, scende in campo per contrastare gli assalti della criminalità organizzata con accertamenti presso i propri soci e con controlli più stringenti nei cantieri.
Siamo davanti al controllo del pedigree delle aziende di costruzione per il presidente di Assimpredil, Claudio De Albertis che ha spiegato: “Dobbiamo avere la certezza che le imprese nell’associazione siano sicure. Non sempre – ha aggiunto – le imprese che subiscono infiltrazioni se ne rendono conto, quello che serve è uno sforzo culturale, perché il rischio è altissimo visto che la crisi sta venendo al pettine per i problemi di liquidità sia nel pubblico sia nel privato”.
Il piano di azione dell’Ance prevede da un lato verifiche su tutti i soci e direttori tecnici e non solo sul legale rappresentante delle aziende che vogliono associarsi. Allo stesso esame verranno sottoposte le imprese già dentro l’associazione confindustriale. Gli accertamenti prevedono la verifica del certificato camerale antimafia, quello giudiziale e quello relativo ai carichi pendenti.
Sul fronte cantieri, i mezzi di movimento terra saranno dotati di vetrofanie e microchip che consentiranno la tracciabilità dei veicoli fornendo insieme l’azienda di appartenenza, l’autista, il tragitto. Questi controlli diventano più stringenti perché in base ad un accordo con il Comune di Milano nel nuovo Regolamento edilizio l’amministrazione prima di rilasciare l’agibilità degli edifici richiederà alla Cassa edile la documentazione dell’operatore che ha realizzato l’intervento.
L’azione non nuova di introdurre l’obbligo di denuncia dei reati nel codice di comportamento è affiancata e resa più stringente grazie all’organizzazione all’interno della stessa associazione di uno sportello con esperti legali per fornire consulenze e garantire riservatezza nell’azione di denuncia.
“La criminalità organizzata – ha concluso De Albertis – soprattutto in vista di Expo, non va combattuta solo con provvedimenti interdittivi, ma vanno ricreate le condizioni di legalità e di trasparenza che consentano alle imprese di operare in un tessuto sano, dove tutti gli attori rispettino le regole”.