MILANO – Un furto di arredi sacri è stato messo a segno nella sinagoga di Milano. Il furto, secondo quanto riferito dai carabinieri, non è stato accompagnato da alcuna rivendicazione che faccia pensare a un movente politico. Gli investigatori della Compagnia Duomo, che si sono recati in via della Guastalla dopo la telefonata dei religiosi, escludono quindi che dietro la sparizione possa esserci qualcuno con intenti razzisti e hanno confermato che nessuna scritta o telefonata di rivendicazione e’ stata lasciata.
Il furto, che ha riguardato non meglio precisati arredi sacri come candelabri e oggetti di cerimonia, è stato denunciato stamani e potrebbe essere avvenuto questa mattina o la notte scorsa. Al momento non si conoscono particolari sull’intrusione.
Ad essere trafugati sono stati i cosiddetti ‘tesori’, oggetti che appartengono agli ebrei milanesi da secoli e che hanno un ingente valore. Secondo quanto appreso da fonti della comunità, i ladri hanno portato via ”sei coppie di Rimonim, dei puntali d’argento cesellato che sovrastano il Sefer Torà, e quattro Keter, delle corone”, argenti e ori ”preziosissimi”. Ma quello che ha lasciato sgomenta la comunità è il fatto che si tratta di oggetti d’antiquariato, risalenti al Sei-Settecento, che erano rimasti in seno agli ebrei milanesi nei secoli, anche durante le persecuzioni della Shoah.
Il presidente della Comunità ebraica milanese, Roberto Jarach, ha espresso parole di grave preoccupazione precisando che le indagini vengono condotte con il massimo sforzo.
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