Nanoparticelle: caccia agli effetti dai cosmetici alla cioccolata

ROMA, 03 SET – Comincia la ''caccia'' agli effetti delle nanoparticelle su salute e ambiente. Dai cosmetici alla cioccolata, decine di prodotti 'nano' entrano a far parte della vita quotidiana senza che sia pero' possibile valutarne gli effetti e servono quindi ricerche organizzate e a lungo termine in questo campo.

E' quanto e' emerso oggi a Roma, nel convegno su Nanotecnologie, nanoparticelle e salute umana, organizzato presso il Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr) dalla Direzione generale della sanita' militare, in collaborazione con la Societa' italiana di nanotossicologia.

''L'incontro e' nato dalla volonta' di affrontare dal punto di vista scientifico gli aspetti legati al rapporto tra nanoparticelle e organismo umano'', ha spiegato in apertura il direttore generale della Sanita' militare, generale Ottavio Sarlo.

Valutare l'esposizione alle polveri ultrafini e' una sfida difficile, rilevano i ricercatori, perche' richiede lo sviluppo e la validazione di tecnologie e metodologie di indagine adeguate. Tuttavia, ha rilevato Sarlo, ''non possiamo sottrarci a queste valutazioni di merito che necessitano di continui approfondimenti e conferme scientifiche per meglio distinguere cio' che ha rilevanza positiva o negativa''.

Sulla necessita' di ''studi completi in grado di valutare i rischi per la salute'' e' d'accordo Enrico Sabbioni, responsabile del Centro europeo per un impatto sostenibile delle nanotecnologie. ''Al di la' di inutili allarmismi – ha detto a margine dell'incontro – queste tecnologie che non possono essere considerate ne' angeli ne' demoni; e' ora pero' di condurre uno studio completo''.

Il problema e' fortemente sentito in ambito militare, in quanto in zone di guerra le alte temperature delle esplosioni liberano nell'aria un particolato ultra-sottile.

''Si tratta di studi complessi che hanno bisogno di studiare oltre al soggetto, anche l'ambiente in cui vive o lavora e le sue abitudini, ha spiegato Antonietta M. Gatti, dell'universita' di Modena e Reggio Emilia. ''Si tratta di lavori che sono agli inizi – ha rilevato – e che hanno bisogno ancora di molti anni''.

Published by
admin