ROMA, 23 SET – Se la scoperta che i neutrini hanno superato la velocita' della luce sara' confermata, si apre uno scenario nuovo e un momento eccitante per la scienza, e, secondo i fisici ''vi sara' spazio per scommesse intellettuali a cui dedicarsi''.
La scoperta per la prima volta mette in crisi la Teoria della relativita' ristretta di Einstein. Pubblicata oltre 100 anni fa, nel 1905, questa teoria contiene due affermazioni rivoluzionarie: le leggi fisiche hanno la stessa forma sia nello stato di quiete che in quello di moto uniforme e la velocita' della luce e' la stessa, di 300.000 chilometri al secondo, indipendentemente dal sistema di riferimento, sia che venga emessa da un corpo in quiete che da un corpo in moto uniforme.
Alla velocita' della luce, spiega l'astrofisico Paolo De Bernardis dell'universita' La Sapienza di Roma, si propagano tutti i segnali di tipo elettromagnetico (oltre alla luce, i raggi X, raggi gamma, ultravioletti, infrarossi e microonde) e le onde gravitazionali, le increspature nello spazio tempo previste sempre dalla relativita' di Einstein e generate da eventi cosmici violentissimi come collisioni fra stelle.
Secondo la relativita' ristretta, lA velocita' della luce non puo' essere superata ed e' la velocita' di particelle senza massa come le particelle della luce (i fotoni) nel vuoto. ''Non si sa se i neutrini abbiano massa o no – ha osservato Giancarlo Ruocco direttore del Dipartimento di Fisica dell'universita' di Roma La Sapienza – e' ancora in discussione ma se non avessero massa dovrebbero essere veloci come la luce, se avessero massa sarebbero piu' lenti. Finora, ha proseguito l'esperto, non si riteneva possibile arrivare o superare la velocita' della luce. Perche' cio', ha spiegato De Bernardis, richiederebbe o un'energia infinita o di non avere massa, come i fotoni.
''Se la misura sara' confermata – ha proseguito Ruocco – ci vorra' uno sforzo intellettuale per superare la teoria della relativita' ristretta che ovviamente resta valida ma va integrata per i corpi piu' veloci della luce''.
''La scoperta e' sconcertante – ha rilevato De Bernardis – sia a livello teorico sia sperimentale ed e' importante che venga confermata da altri esperimenti indipendenti''. E' sconcertante a livello sperimentale perche', ha spiegato l'esperto, negli anni '80 per esempio quando e' stata osservata l'esplosione di una supernova nella Nube di Magellano a 150.000 anni luce da noi, sono stati rivelati anche neutrini alla velocita' della luce.
''Se i neutrini fossero piu' veloci della luce – ha detto – sarebbero arrivati qualche anno prima''. Ma in quel caso i neutrini avevano un'energia piu' bassa dei neutrini dell'esperimento Opera. Se i dati saranno confermati, ha spiegato Ruocco, potrebbe significare anche che i neutrini piu' sono energetici piu' sono veloci, ma e' ancora presto per fare deduzioni''.
Si potrebbe aprire un momento eccitante per la scienza, ha aggiunto Ruocco, come quello tra la fine dell'800 e gli inizi del '900 e vi potrebbe essere spazio per scommesse intellettuali a cui dedicarsi.