Neutrini più veloci della luce? Nuovi test di Opera sembrano confermarlo

ROMA – I neutrini vanno più veloci della luce? L’esperimento Opera, collaborazione tra il Cern e i Laboratori nazionali del Gran Sasso, sembra confermarlo. Dopo l’annuncio della scoperta a settembre e la presentazione alla comunità scientifica di un pre-articolo molto contestato, i risultati di nuovi test  escludono parte dei potenziali errori sistematici considerati nella precedente misura, stringendo così la precisione della misura eseguita.

Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha detto: “Una misura così delicata che ha profonde implicazioni per la fisica, richiede un eccezionale livello di approfondimento. L’esperimento Opera, grazie al particolare adattamento dei fasci di neutrini del Cern, ha realizzato un test importante per la consistenza dei suoi risultati. Il risultato positivo dei test ci rende più fiduciosi sulle misure, anche se la parola decisiva può essere detta solo dalla realizzazione di esperimenti analoghi in qualche altra parte del mondo”. Il preprint dell’articolo con i dati aggiornati rispetto all’annuncio del 23 settembre sarà pubblicato dal sito ArXiv il 18 novembre.

Il nuovo preprint conterrà misure più precise ottenute in parte dai suggerimenti giunti dalla comunità scientifica, ma soprattutto dal miglioramento nella definizione del “tempo di estrazione” dei protoni. Il flusso di neutrini nel rivelatore ha mostrato fasci di 3 nanosecondi – 1 miliardesimo di secondo – spaziati tra di loro 524 nanosecondi, una misura decisamente più stringente di quella presentata a settembre, con fasci di 10.500 nanosecondi distanziati tra loro di 50 milioni di nanosecondi. Il numero di eventi di questo tipo osservati finora è stato di 20 eventi, ed altri potranno essere registrati nel 2012 per ulteriori misure.

Opera dunque sembra poter confermare la rivoluzionaria scoperta sulla velocità del neutrino, un’elusiva particella molto difficile da osservare poiché non interagisce con la materia che attraversa, e talmente piccola che solo recentemente la comunità scientifica ha dimostrato l’esistenza di una massa per tale particella. Se Opera confermasse i dati ottenuti potremmo dover riscrivere le nostre conoscenze della fisica relativistica.

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