Oltre 800 abitanti evacuati, la chiusura della linea ferroviaria Genova-Roma, il blocco dello svincolo autostradale, la creazione di due centri di raccolta per gli abitanti della “danger zone” e soprattutto un’attesa lunga una settimana. La bomba del grattacielo, l’ordigno bellico di fabbricazione americana pesante 1000 libbre (quasi 500 kg) trovato a Recco (Genova), sarà rimosso e poi fatto brillare in una cava (forse in Fontanabuona) solamente domenica 16 gennaio, quasi certamente al mattino.
Durante la Seconda guerra mondiale gli americani distrussero il paese nell’intento di far saltare il ponte. L’operazione evidentemente non riuscì e così invece del ponte fu distrutto il paese.
La decisione di far brillare l’ordigno il 16 gennaio è stata presa nel primo pomeriggio di venerdì nel corso di una riunione di emergenza presieduta dal sindaco, Dario Capurro, e dal vice prefetto e responsabile per la Protezione Civile, Edoardo Sottile. La scelta di puntare sulla giornata di domenica per un’operazione che comunque sconvolgerà la vita della città, è stata ritenuta la meno impattante. Soprattutto perché in questo modo si evitano ripercussioni per le scuole di Recco (asilo, elementari, medie e liceo sono tutte dentro la zona rossa) e si limitano al massimo quelle per il traffico, tenendo conto che alla domenica non ci sono pendolari.
Per quanto riguarda gli abitanti invece l’evacuazione sarà inevitabile e interesserà un’area urbana con un raggio di 150 metri dal punto in cui è stato ritrovata la bomba. Significa che a dover lasciare le proprie abitazioni per una mezza giornata saranno le persone che risiedono nelle vie Marconi, Massone, XXV Aprile, Milano, Amalfi, Roma (tratto antistante il cantiere), Milite Ignoto (zona tra Croce Verde e scalinata Santa), e nelle piazze Matteotti e Gastaldi.
“All’inizio temevamo che il raggio di sgombero fosse più ampio, abbracciando anche l’ospedale – dice Dario Capurro, al termine della riunione del gruppo d’emergenza – fortunatamente gli artificieri del Genio Militare hanno acconsentito a limitare l’area a soli 150 metri”. Sulle modalità e i tempi, è assai probabile che l’operazione di sminamento vera e propria possa iniziare alle 10 di domenica 16 e proseguire per un periodo tra le due e le quattro ore.
E’ evidente che l’evacuazione dovrà avvenire fin dalle prime ore del mattino: “Dalle 7 si inizieranno le operazioni casa per casa per accertarci che tutti abbiano lasciato le abitazioni – aggiunge il vice prefetto Sottile – chi potrà andrà da amici o parenti, ma sono previsti due centri di raccolta”.
Nelle prossime giornate verrà attuata l’organizzazione dei punti di raccolta, grazie anche alla collaborazione con le forze dell’ordine e i volontari (vab, protezione civile, Croce Verde): “Un punto sarà creato nella sala polivalente, che si trova proprio ai limiti della danger zone – racconta ancora Capurro – l’altro verrà organizzato alla Focacceria della Manuelina”.