ROMA – Cinque persone sono state iscritte nel registro degli indagati della procura di Roma per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta della cosiddetta parentopoli all’Ama, la municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Tra loro anche l’amministratore delegato Franco Panzironi.
Oltre a Panzironi sarebbero indagati anche dirigenti e funzionari della municipalizzata e c”è anche il nome del capo del personale di Ama, Luciano Cedrone. Nei confronti degli indagati, oltre all’abuso di ufficio, si ipotizza il reato di falso. Secondo gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto, Alberto Caperna, la municipalizzata, per effettuare le assunzioni delegava una società, la Società consorzio Elis (una società di formazione professionale ndr), risultata non idonea ad effettuare questo tipo di attività perché, tra l’altro, non iscritta all’albo. In totale sono 840 circa le assunzioni al vaglio degli inquirenti. Le perquisizioni effettuate dai carabinieri hanno riguardato anche la sede di Elis, il cui rappresentate legale risulta indagato. Gli uomini dell’arma si sono recati anche nell’abitazione di Franco Panzironi.
Nei confronti degli indagati sono stati notificati anche degli inviti a comparire: nei prossimi giorni verranno ascoltati in Procura.L’inchiesta giudiziaria è partita nei mesi scorsi sulla base di notizie di stampa e riguarda una serie di assunzioni avvenute per chiamata diretta non solo in Ama ma anche nella municipalizzata dei trasporti Atac. In totale sarebbero circa 850 le assunzioni sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti.
E sarebbero chiamate dirette per amici e parenti di personaggi politici capitolini. Dall’analisi delle carte acquisite sarebbe emerso la pratica di un ”colloquio confermativo” invece di un vero e proprio esame del candidato all’assunzione.
”Sono assolutamente sereno – ha dichiarato l’amministratore delegato di Ama, Franco Panzironi – poiché si tratta di un atto dovuto sul piano formale. Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura e spero che le indagini si concludano presto dimostrando la totale estraneità di Ama alle accuse”.
”Il vergognoso scandalo delle circa 4.000 assunzioni a chiamata diretta e con contratto a tempo indeterminato avvenuto nelle aziende comunali durante la gestione Alemanno ha ora anche un suo naturale risvolto giudiziario. Siamo garantisti, quindi evitiamo di emettere sentenze prima del tempo. Però è già da ora evidente a tutti la responsabilità politica del sindaco che ha nominato quei vertici all’Ama a cui ora sono arrivati gli avvisi di garanzia, e mi riferisco in particolare all’amministratore delegato Franco Panzironi uomo di fiducia di Alemanno dai tempi del Ministero dell’Agricoltura”. Lo dichiara in una nota il segretario del Pd di Roma, Marco Miccoli. ”Se c’è stato questo vergognoso e radicato metodo di governo nelle aziende del Comune è evidente che il Sindaco, politicamente, deve renderne conto in prima persona, considerando inoltre che Panzironi è rimasto attaccato alla sua poltrona anche dopo Parentopoli. E non può averlo fatto senza il pieno appoggio di Alemanno”.