Strade gialle, rosse o azzurre. Il Comune ha deciso di trasformare un chilometro e ottocento metri in una sorta di opera d’arte permanente risistemando il manto stradale con asfalto colorato. Le strade di San Sperate come la televisione degli anni Settanta: dal bianco e nero al colore. Le ditte produttrici di asfalto hanno già inviato i loro campioni: niente grigio scuro o antracite, i pezzi-prova sono gialli, rossi e azzurri. Sì perché la comunità, trascinata da Pinuccio Sciola, lo scultore che con le sue opere ha trasformato San Sperate in un paese museo, vuole che le sue vie, quasi due chilometri di percorso, facciano pensare all’arcobaleno e non a una giornata scura e buia.
“Lo vogliamo fare per gli uccelli – dice Sciola tra scherzo e poesia – Loro, dall’alto, potranno godere di queste bellissime strade piene di colore”. Una rivoluzione cominciata nei giorni scorsi con laboratori e incontri che stanno coinvolgendo, oltre gli abitanti del paese a una ventina di chilometri da Cagliari, anche studenti universitari provenienti da mezze Italia, artisti, architetti e urbanisti. Non solo fantasia al potere, ma anche fatti: il progetto, presentato nei mesi scorsi a un concorso internazionale a Rimini e al festival Cuncambias, è stato già finanziato dalla Regione e deve essere realizzato in tempi certi e brevi.
I più ottimisti dicono che entro la fine dell’anno si potranno ammirare le vie color porpora, arancione o magari verde smeraldo. Non proprio una svolta per San Sperate, da tempo ribattezzato paese-museo perché i suoi muri e le sue piazze ospitano da anni le opere d’arte di Sciola. “Oltre la fase finale – commenta l’artista – mi interessa la fase creativa e di coinvolgimento degli studenti e del paese. Non facciamo mai nulla senza il consenso dei residenti”.
Il quartier generale è il museo del Crudo. Lì è nata l’ultima provocazione: una scatola colorata al centro di un incrocio per invitare gli automobilisti ad andare piano. Nei giorni scorsi si è parlato molto del percorso. Martedì si era partiti dall’idea di dipingere solo le vie intorno alle chiese dei rioni più importanti. E invece è saltata fuori una proposta che sembra avere messo tutti d’accordo: l’asfalto colorato potrebbe servire anche per rimettere in sesto le strade più disastrate.
Mercoledì il problema era quello degli incroci. Come dire: se la strada viola va a finire su quella gialla, che cosa succederà nel punto di intersezione. Anche in questo caso l’inventiva non è mancata: c’é chi ha pensato ai crocevia “pixelati”. Cioé un quadratino di un colore e un quadratino di un altro. Non solo voli pindarici da contemporanei Mirò dell’urbanistica: il confronto si fa anche con gli anziani del paese e con gli amministratori, più realisti e moderati, che cercano di mantenere la fantasia nel recinto indicando quello che si può fare o non fare. Domenica si deve arrivare al dunque: le idee devono diventare una sola. L’ultimo passo prima di far giungere a San Sperate i camion con l’asfalto arlecchino.