Spazio: la missione Lisa per le onde gravitazionali supera i primi test

Andare a caccia delle onde gravitazionali, ossia dell’eco dei fenomeni più violenti dell’universo come le esplosioni delle supernovae: è questo l‘obiettivo della missione Lisa (Laser Interferometer Space Antenna), che ha appena superato un esame cruciale. Proposta dalla Nasa e dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), la missione Lisa ha dimostrato che il suo sistema di laser è in grado di rilevare le increspature dello spazio-tempo previste dalla relatività generale di Albert Einsten ma mai osservate direttamente.

I dati che danno luce verde alla missione sono pubblicati sulla rivista Physical Review Letters. Se la missione sarà selezionata, potrebbe essere lanciata a partire dal 2020. ”Per rilevare le onde gravitazionali, dobbiamo fare misurazioni molto precise”, ha rilevato il fisico Bill Klipstein, del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. ”I laser – ha aggiunto – producono molto più rumore di quello che vogliamo misurare, quindi si tratta di rimuovere con attenzione ogni disturbo”.

Il progetto della missione prevede un gigantesco triangolo di tre veicoli spaziali, collegati da raggi laser. Ognuno di essi sarebbe predisposto con un cubo in platino e oro che fluttua liberamente nello spazio. Il passaggio delle onde gravitazionali dovrebbe smuovere i satelliti, modificando la distanza tra i vertici del triangolo.

L’impresa è molto difficile perchè occorrono strumenti estremamente sensibili per rilevare gli spostamenti prodotti dalle onde gravitazionali. Per avere un’idea della precisione, basti pensare che le onde gravitazionali possono modificare di circa un picometro (ossia una misura 100 milioni di volte inferiore alla larghezza di un capello) la distanza tra due veicoli spaziali distanti 5 milioni di chilometri.

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