ROMA – ”C’è poco da spiegare: mia figlia, che ha 2 anni, dopo sei mesi di collegamenti in teleconferenza si è convinta che vivo nella tv”: l’astronauta Paolo Nespoli sorride divertito raccontando ai giornalisti la reazione della piccola Sofia quando l’altra sera si sono finalmente incontrati di persona.
Nel collegamento da Houston organizzato da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Nespoli, a due giorni dal suo viaggio di ritorno a Terra, ha detto: ”in questi sei mesi ero in conferenza con lei ogni due settimane. Una volta è venuta verso lo schermo e ha girato la schiena verso lo schermo. Io non capivo perché facesse così ma poi mia moglie mi ha spiegato che Sofia voleva che la prendessi in braccio. Dopo qualche volta si e’ convinta che vivo in uno schermo”.
Così l’altra sera, ”nel vedermi di persone dopo tanto tempo, mi ha chiesto: ma non vivi dentro il televisore?”. Adesso, ha detto ridendo l’astronauta, ”sono contento di essere uscito dal televisore e di essere vicino a lei. L’astronauta ha raccontato che il rientro con la navetta russa russa Soyuz e’ stato come ”uno scontro frontale fra un Tir e un’utilitaria, e tu sei sull’utilitaria”.
“E’ un rientro che ti sveglia, se per caso ti stai addormentando”, ha detto scherzando con la stampa italiana. “Sei racchiuso in bozzolo – ha proseguito riferendosi alle dimensioni ristrette dell’abitacolo della Soyuz – e sembra che la navetta vada in pezzi in continuazione: è un’esperienza forte. Una volta atterrato, la gravità ti sollecita i muscoli, che non usavi da sei mesi, e ti senti come se pesassi 200 chili”. Adesso tutto è passato e l’astronauta appare in buona forma.
“Ho avuto sintomi di sbandamento nei primi due giorni, che sono passati ieri pomeriggio. Camminare dritto era un problema, ti senti come se avessi bevuto una bottiglia di vino. Adesso ho i muscoli doloranti, mi fanno male i muscoli del collo e della schiena, sono un po’ stanco”. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, “sono state confortevoli” le 20 ore di aereo dal Kazakhstan, dove la Soyuz é atterrata, fino a Houston, dove Nespoli vive e dove ha già cominciato la riabilitazione.
“In fondo all’aereo c’é un lettino dove sono rimasto sdraiato per tutto il tempo, è servito a farmi riadattare alla gravità”. La tappa nel Labrador è stata l’occasione per mangiare la pizza, “ma non era quella che avevo in mente. Ora aspetto di assaggiarla in Italia”. Per ritornare in forma perfetta Nespoli dovrà fare sei settimane di fisioterapia. “Ieri ho cominciato con le prime due ore, e poi in questi giorni dovrò fare ancora prelievi di sangue”.