ROMA – Insieme alle congratulazioni per il ''lancio perfetto'' e gli auguri di buon lavoro all'equipaggio dello Shuttle Atlantis, dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e' arrivata, ''per gli uomini e le donne della Nasa'', una nuova missione: ''Portare gli americani su Marte''. Il presidente Usa ha rilanciato ieri la scommessa che aveva gia' fatto nell'aprile del 2010, nel momento in cui decollava l'ultima missione dello Shuttle, lasciando di fatto gli Stati Uniti senza un vettore di trasporto umano orbitale, almeno fino all'arrivo delle prossime futuristiche navette del 'Ccdev2'.
''Questo e' l'ultimo volo dello shuttle – ha scritto Obama nel messaggio alla Nasa – ma oggi si apre anche una nuova era capace di spingerci verso le autentiche frontiere dell'esplorazione e delle scoperte nello spazio. Daremo impulso a nuovi progressi nella scienza e nella tecnologia. Miglioreremo la conoscenza, la formazione e l'innovazione e la crescita economica. E io ho dato agli uomini e alle donne della Nasa una nuova ambiziosa missione, quella di superare nuovi limiti nell'esplorazione spaziale, fino ad arrivare a mandare degli americani su Marte. So che sono all'altezza della sfida e intendo rimanere a vedere come va a finire''.
Per Obama, quindi, dopo l'era dello shuttle comincia un nuovo capitolo della preminenza degli Stati Uniti in campo spaziale. Gia' nell'aprile del 2010 Obama aveva rassicurato la Nasa sulle intenzioni della sua amministrazione sul programma spaziale. Dati i costi, si cercheranno altre fonti di finanziamento, aprendo al settore privato, ma ''lo sbarco su Marte avverra' e io mi aspetto di vederlo. Entro il 2035'', aveva azzardato durante una visita a Cape Canaveral. Aggiungendo: ''Cominceremo mandando astronauti su un asteroide per la prima volta nella storia. Entro la meta' del decennio del 2030 credo che potremo mandare esseri umani nell'orbita di Marte e farli ritornare sani e salvi sulla Terra''.
Intanto ieri a Cape Canaveral, mentre attendevano l'ultimo lancio dell'Atlantis, i presenti potevano visitare due padiglioni contenenti le capsule CST-100 e Mpcv, prova tangibile della nuova era spaziale della Nasa. La prima, costruita dalla Boeing, dovrebbe effettuare il primo volo nel 2015: un cilindro sormontato da un tronco di cono in grado di trasportare fino a sette astronauti ma anche di funzionare come cargo. La seconda, derivata dalla Orion che doveva essere utilizzata originariamente per la missione su Marte del programma Constellation (cancellato in precedenza dallo stesso Obama), e' in grado di portare a bordo quattro astronauti per una missione di 21 giorni. Potrebbe entrare in funzione a partire dal 2016 e dovra' essere lanciata da un razzo, come si faceva ai tempi del programma Apollo. Per i prossimi anni gli Stati Uniti saranno costretti a chiedere ai russi passaggi a bordo della Soyuz per poter raggiungere la Stazione Spaziale, ma stanno gia' concentrando tutti gli sforzi, questa volta al fianco di aziende private, per riconquistare la leadership. La sfida spaziale, insomma, continua.