Osservata la “stella impossibile”: potrebbe cambiare le teorie sull’origine dell’universo

La "stella impossibile" nella costellazione del Leone

ROMA –  La stella che non dovrebbe esistere si trova nella costellazione del Leone ed è stata ribattezzata “stella impossibile”. A stupire gli astronomi è la sua particolare conformazione: più piccola del Sole, brucia idrogeno, elio e litio, elementi chimici che fanno pensare che la stessa abbia ben oltre 13 miliardi di anni, quasi l’età dell’universo che ne ha 13,7 miliardi.

L’età di una stella si misura infatti dalla quantità di elementi quali idrogeno, elio, litio e metalli che presenta la sua composizione, tanto che maggiore è la concentrazione dei primi tre, maggiore sarà l’età dell’oggetto celeste. Normalmente le stelle che osserviamo presentano delle abbondanze di elementi metallici, che derivano da altri soli più vecchi da cui le stelle si formano.

Secondo le teorie moderne sulla formazione stellare  SDSS J102915+172927, questo il suo nome astronomico, non dovrebbe esistere, perché viola i processi di nascita stellare ad oggi assunti come validi. Dunque non solo è stata osservata la stella più antica dell’universo, ma la sua scoperta promette di stravolgere le teorie attuali sulla formazione di una stella. Una grande responsabilità scientifica per una piccola stella che “non sarebbe dovuta esistere”.

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