ROMA – Il piccolo Yousef Marzouk ”sicuramente conosceva bene il suo assassino”: ne è convinto suo padre Azouz Marzouk che, intervistato a Tunisi da ”Quarto Grado” si dice convinto che nell’indagine sulla strage di Erba ”manca qualcosa”.
Parlando di Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi, nei cui confronti la Cassazione potrebbe confermare tra venti giorni la sentenza all’ergastolo, Marzouk pensa che in carcere ci sono ”due persone forse innocenti, forse colpevoli”. Ma se venisse confermata la condanna, ”vorrebbe dire che giustizia non è stata fatta. Deve essere riaperto il caso e approfondire di piu’ l’indagine”. Il processo ”deve ripartire da zero”. A ”Quarto Grado” Azouz Marzouk rivela i suoi dubbi.
”Il primo punto che mi fa veramente pensare – dice – è stato quello schizzo di sangue che c’e’ nella porta posteriore dell’ingresso della casa dove è successo il delitto, dove c’è il sangue di Raffaella che e’ stata colpita all’inizio da una persona che c’è già dentro”. Una persona che aspettava in casa? ”Che aspettava dentro casa”.
Ma ad avvalorare il dubbio che l’assassino fosse qualcuno conosciuto, secondo Marzouk c’è anche ”il fatto di Yousef come è stato trovato, che era con le braccia aperte. Un bambino che non conosce la persona, soprattutto che non ha rapporti con loro due, Rosa e Olindo, non ha mai avuto un contatto, non è che va con le braccia aperte e rimane così..”. E ancora sulla posizione del bambino: ”quando lo hanno trovato – afferma il padre – era sul divano sdraiato a testa in alto, con le braccia aperte, un bambino quando non conosce la persona d’istinto gli viene di nascondersi non di aprire le braccia. Questo è un altro punto di domanda, non ci sono segni sulle braccia per tenerlo fermo, dicono che c’è un segno sulla faccia, schiacciata, per girargliela e accoltellarlo”.
Azouz Marzouk quindi conferma quanto riferito in aula nel novembre 2008 a proposito di una persona che era andata a parlare in Tunisia con i suoi genitori ”e gli ha detto: ‘Guardate che qua vi stanno portando sulla strada sbagliata. Io so benissimo chi è stato. Non sono Olindo e Rosa. So benissimo’ e ha detto i nomi. E io non li posso dire”. Ma quella indicata è una persona conosciuta? ”Sicuro. Conosco molto bene. Non è uno sconosciuto. La persona indicata dalla persona che è venuta a trovare i miei genitori è la stessa persona di cui io dubito che c’entra qualcosa…” e che ”ha confidenza con Yousef. Lo conosce benissimo”.