ROMA – Le ”giustificazioni” avanzate dai carabinieri denunciati da una donna per un presunto stupro in una stazione dell’Arma a Roma sono ”inaccettabili” perché ”non può esserci consenso se una persona è detenuta”.
Lo afferma, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, Luigi Manconi, ex sottosegretario alla Giustizia e presidente dell’associazione “A buon diritto”.
La donna, spiega Manconi, ”era doppiamente subordinata” perché ”era di fronte a pubblici ufficiali e privata della libertà”. Dire che lei fosse consenziente, insomma, ”più che una giustificazione mi sembra un’ammissione ancora più colpevole. Una giovane donna in cella, socialmente debole, di fronte a tre carabinieri è la più fragile delle vittime. Parlare di consenso è quasi una confessione collettiva”.
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