Voleva solo vedere suo marito morto, così aveva promesso a un sicario 500 euro perché lo uccidesse. La donna, Teresa Trombino, di 38 anni aveva preparato perfettamente il piano per fare fuori il coniuge, Giuseppe Giandinoto, 40 anni, ammazzato con due coltellate al torace la notte del 27 agosto scorso davanti la sua abitazione a Caltagirone, nel Catanese.
L’esecutore materiale dell’omicidio era stato arrestato poche ore dopo: si tratta di un romeno di 20 anni, Marius Florin Maftei, che è ancora detenuto. A permettere la sua identificazione era stato la stesso Giandinoto, che dopo essere rimasto ferito aveva avvisato la polizia dell’aggressione subita.
Il romeno però continua a sostenere di avere accoltellato Giandinoto per difendersi da una sua aggressione in strada. La donna invece è ai domiciliari, perché in gravidanza. Inoltre sono stati eseguiti quattro fermi.
La decisione sarebbe stata adottata subito dopo un’aggressione che avrebbe subito dalla vittima, al culmine di una lite per problemi familiari, e messa in atto due giorni dopo che l’uomo era stato messo agli arresti domiciliari per lesioni. Per l’accusa, il movente sarebbe da ricondurre ai contrasti tra marito e moglie e anche a interessi economici, con benefici per Teresa Trombino, che aveva in affido i figli.
Secondo la ricostruzione della Procura di Caltagirone, il piano sarebbe stato messo in atto durante una riunione avvenuta in un pub alla quale avrebbero partecipato il nuovo compagno della donna, Mario Failla, 34 anni, due presunti complici, Marco Tasca e Giacomo Orefice, entrambi di 32 anni, e il ventenne romeno. A quest’ultimo sarebbero stati promessi 500 euro se fosse riuscito a uccidere l’obiettivo. I quattro fermi eseguiti dalla polizia, con quello di Orefice a Faenza, su disposizione del procuratore capo Francesco Paolo Giordano passeranno entro 48 ore al vaglio del giudice per le indagini preliminari di Caltagirone che dovra’ decidere sulla loro convalida.