NEW YORK – Il New York Times è stato beffato da Tommaso Debenedetti, esperto in “bluff delle interviste”: il giornale americano ha pubblicato sull’Herald Tribune (la sua versione internazionale) un’intervista finta dello scrittore italiano. La vicenda è stata raccontata da Federico Mello sul Fatto Quotidiano.
Debenedetti, ha spiegato Mello, ha inviato “una finta lettera al New York Times firmata dal grande scrittore italiano. Nella missiva il finto Eco si dice contrario alla posizione – favorevole – assunta da Bernard Henry Lévy sull’intervento in Libia: “La situazione in Libia – si legge – è catastrofica e la guerra crea una situazione di reale pericolo all’economia europea aumentando il rischio di un attacco terroristico nelle nazioni occidentali. Questa guerra può creare un nuovo Iraq sulla costa del Mediterraneo”. La lettera è stata poi pubblicata appunto sull’Herald Tribune.
Il meccanismo sarebbe stato semplicissimo, come ha spiegato lo stesso Debenedetti; “Avevo fornito un mio numero di cellulare, ma nessuno si è preso la briga di chiedermi conferma”.
Debenedetti ha una lunga carriera, ha ricordato Mello, come truffatore ai danni dei giornali: “per dieci anni, prima di essere smascherato, è riuscito a piazzare a giornali italiani finte interviste spacciate per vere a Gore Vidal, John LeCarré, Abraham Yehoshua e Philip Roth”.