NEW YORK, 2 AGO – ''L'immortalita' vale la fatica'', soleva dire Robert Ettinger per descrivere le lunghe e complicate procedure del suo 'Cryonics Institute', un centro per la conservazione del corpo umano in ibernazione. Ora dopo la sua morte a 92 anni – forse ''temporanea'' – anche lui e' divenuto cliente del suo stesso centro.
Il suo corpo e' stato inserito in una capsula piena di azoto liquido, affinche' venga conservato a una temperatura costante di meno 371 gradi Fahrenheit (-223 gradi centigradi).
Allo stesso modo, viene conservato il corpo di sua madre, Rhea, morta a 78 anni nel 1977, e quelli della sua prima moglie Elaine, e della seconda moglie Mae. E anche di altre 102 persone, che per inseguire il sogno di poter aspettare che la scienza li riporti in vita dopo la morte – quando e se sara' mai in grado di farlo – hanno accettato di sborsare 28.000 dollari.
E accanto a loro, nella sede del 'Cryonics Institute' nato nel 1976 in un grande magazzino industriale a Clinton Township, a una trentina di km da Detroit, sono conservati i corpi anche di un'ottantina di animali domestici, soprattutto cani e gatti, che i loro inconsolabili proprietari sperano di veder un giorno tornare a fare le fusa o a scodinzolare.
Robert Ettinger ha iniziato a teorizzare l'ibernazione del corpo umano sin dagli anni Sessanta e le sue idee sono state accolte da molti scienziati quanto meno con scetticismo. Ma da allora ha pero' avuto diversi imitatori, e oggi il New York Times gli dedica un lungo articolo, dando notizia della sua morte avvenuta il 23 luglio scorso.
Per anni Ettinger e' stato invitato in trasmissioni televisive ed e' stato intervistato da molti commentatori o giornalisti scientifici. ''Molti di loro non lo prendevano sul serio'', ricorda suo figlio David, aggiungendo pero' che a suo padre ''in fondo non importava, perche' era un iconoclasta. Essere trattato come uno sciocco faceva parte del gioco''.
Di certo il suo libro ''The Prospect of Immortality'' del 1963 e ''Man into Superman'' del 1972, hanno ispirato molti sognatori e anche qualche artista. Come ad esempio Woody Allen, che nel suo film ''Il Dormiglione'', del 1973. Il protagonista del film ''risorge'' nel 2173 da una lunga ibernazione, si ritrova nel dopo Stati Uniti d'America, ora distrutti da una guerra atomica, divenuti uno stato poliziesco in mano ad un unico leader, un dittatore.