Lei vuole un figlio da lui, per averlo un’unica via: l’inseminazione artificiale. Protagonista una giovane coppia di Vigevano: 35 anni lui, 32 lei. A causa di un tumure fulminante al cervello, un mese fa l’uomo entra in coma. Il professor Antinori si è offerto di accompagnare la signora durante l’intero percorso ed è molto sicuro sull’esito positivo della storia: “L’iter è già iniziato con il consenso del giudice, voglio vedere come riusciranno a fermarci. Procederemo con la fecondazione assistita tra circa un mese, essendo due persone giovanissime penso che sarà una gravidanza normalissima”.
Ancora una volta, dopo il caso di Eluana Englaro, l’assenza di una legge chiara, unita alle ferree posizioni della Chiesa cattolica sui dibattiti di bioetica, crea il caos nell’esistenza di una donna. In questo caso non si tratta di “dolce morte”, ma di una nuova vita. La legge che regola la fecondazione artificiale è la numero 40 (art.1 e 4) ed al momento non sembra sufficiente per regolare la vicenda; servirà un’interpretazione allargata della stessa.
La Chiesa ritiene il fatto eticamente inaccetabile perchè per la morale cattolica la procreazione deve esser fatta solo con un atto d’amore tra uomo e donna.