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E’ il 51 per cento degli italiani, infatti, ad ammettere di aver avuto un incidente dovuto alla distrazione, e nonostante questa consapevolezza non rinunciano a tutta una serie di comportamenti non vietati, ma decisamente pericolosi.
Tra questi comportamenti il 76 per cento degli italiani ha definito come più sbagliati l’uso del computer (90 per cento), mangiare o bere (82 per cento), digitare un sms (76 per cento), fumare (60 per cento), ed anche parlare al cellulare (50 per cento) o comporre un numero telefonico (45 per cento).
“La nostra indagine è lo specchio dei comportamenti degli italiani al volante. La guida distratta viene spesso indicata come uno dei principali fattori di rischio, eppure non esiste da parte dei guidatori una corretta percezione di comportamenti abitudinari ma potenzialmente a rischio”, spiega Sandro Salvati, presidente della Fondazione.
A quanto pare la percezione del pericolo non è il nostro forte, forse perchè non ci si rende conto che un’azione innocua come controllare il cellulare o il navigatore, accessori irrinunciabili oggi alla guida, riducono del 50 per cento i tempi di reazione, e questo comporta un abbassamento della soglia di reazione pari a quello di un guidatore con un tasso alcolemico dello 0,8 per cento.
Insomma, ogni volta che rispondiamo al telefono, ci accendiamo una sigaretta o semplicemente cambiamo stazione radio, o cd, rischiamo un incidente automobilistico, anche mortale. Sarebbe il caso e saremo in grado di mantenere alta la nostra attenzione alla guida, ora che siamo, o dovremmo essere, consapevoli del pericolo che corriamo. I guidatori sono avvisati.