AIC non cede: senza contratto non si gioca il campionato

Milano – Sono compatti i calciatori di serie A e sono pronti a far slittare l'inizio del campionato senza la firma della Lega sul nuovo accordo collettivo scaduto oltre un anno fa. Inoltre, non accettano di passare per capro espiatorio delle difficolta' economiche dei club e rifiutano l'etichetta di ragazzi viziati poco inclini a pagare le tasse, a partire dal contributo di solidarieta' che potrebbe essere approvato dal Parlamento. Concetti che i delegati delle squadre (fra gli altri Gattuso, Amelia, Ranocchia, Stendardo, Chiellini, Pasqual, Agazzi e Pellissier) e i vertici dell'Assocalciatori (incluso Demetrio Albertini, che e' anche vicepresidente della Figc) hanno ribadito a Milano in una riunione per fare il punto a cinque giorni dal via del campionato. ''Se non si firma, la prima giornata viene posticipata. Non puo' essere considerata una minaccia – ha chiarito il presidente dell'Aic Damiano Tommasi – e' un dato di fatto che non si puo' cominciare il campionato senza accordo. Ma ci sono premesse per la firma''. Qualche ora piu' tardi il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha dato la sua interpretazione sul punto 7 dell'accordo, quello che riguarda l'organizzazione degli allenamenti. Il sindacato vuole tutelare la categoria da casi di mobbing (vedi Pandev). A una prima analisi, si tratta di una lettura abbastanza equilibrata secondo quanto filtra dall'Aic, che non ha condiviso i tempi dell'intervento di Abete ma si augura che ''questo vademecum sia funzionale alla firma del contratto per cominciare il campionato in maniera lineare''. L'Aic ha gia' messo la firma sui primi sei punti dell'accordo e denuncia come ''la Lega non ha rispettato la parola data a dicembre volendo e ottenendo da Abete l'interpretazione'' sul punto 7 prima di firmare. Ora il sindacato attende che anche le societa' ratifichino il contratto collettivo. Le parti sono convocate per il Consiglio federale di mercoledi' a Roma alle 11, e la Lega di serie A prendera' la sua decisione nell'assemblea in programma sempre nella Capitale alle 14. Quel pomeriggio sara' chiaro se il campionato partira' regolarmente o meno. ''Le percentuali dovete cercarle in Lega, la nostra linea e' che i calciatori vogliono firmare un accordo scaduto da un anno e mezzo'', ha chiarito Tommasi provando a ripulire l'immagine dei calciatori dalle accuse di essere viziati ricevute da piu' parti, compreso il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli. ''Nessun giocatore ha mai detto che non paghera' il contributo di solidarieta' – ha chiarito Tommasi -. Si parla di un intervento dello Stato che ancora non si sa come, se e nei confronti di chi sara' applicato. E' stato sollevato un polverone strumentale alla situazione in cui siamo nei confronti della Lega. I calciatori, che sono fra i maggiori contribuenti italiani, non avranno problemi a fare cio' che hanno sempre fatto: pagare le tasse nei tempi e nei modi previsti dalla legge''. La Lega di A vuole inserire nell'accordo una clausola per chiarire che 'una tantum' come il contributo di solidarieta' sono a carico dei giocatori. ''Non ne sappiamo nulla – ha frenato Albertini -, non ci e' stata fatta nessuna richiesta e sulle ipotesi non parliamo''. .

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