Il bus del Togo, impegnato per la ventisettesima edizione della Coppa d’Africa, è stato preso a colpi di mitra al confine tra Angola e Congo. Dopo la morte dell’autista, il ferimento di due giocatori, due tecnici, un medico e un addetto dell’ufficio stampa e altre due persone del team, la squadra, che doveva affrontare lunedì prossimo il Ghana, non vuole più scendere in campo, anche se la Confederazione africana del football ha negato ogni rinvio: la Coppa d’Africa si giocherà.
Il portiere Kodjovi Obilalè e il difensore Serge Akakpo sono rimasti feriti, mentre alcuni dirigenti sono stati portati in ospedale per delle cure mediche.
Il sito web del Manchester City ha riferito che tra i feriti non c’è l’attaccante Emmanuel Adebayor, come trapelato da alcune fonti di stampa in precedenza. «Gli abbiamo parlato – riferiscono fonti della società – è molto scosso ma sta bene».
«Abbiamo dovuto attraversare la frontiera (tra il Congo e l’enclave di Cabinda, dove il Togo deve disputare le partite valide per il Gruppo 8) dopo avere completato le formalità. Vi è stata un’intensa mitragliata e tutti noi ci siamo buttati sotto i sedili. La polizia ha risposto al fuoco, è stata come una guerra. Siamo stati attaccati come cani, ci siamo dovuti nascondere per 20 minuti sotto i sedili per evitare le pallottole. Sono scioccato. In questo momento non abbiamo molta voglia di giocare la Coppa d’Africa. Pensiamo ai nostri compagni feriti», ha raccontato Thomas Dossevi, calciatore della nazionale togolese e centrocampista del Nantes.
Il pullman era scortato da due camion militari quando un gruppo di ribelli ha assaltato il mezzo mentre stava entrando nella città di Kabinda, intorno alle 15.15.
Il governo dell’Angola ha invece definito l’attacco «un atto di terrorismo» e l’assalto è stato rivendicato dai ribelli di Cabinda, ricca zona petrolifera nel nord del Paese.
