
ROMA – “La Roma รจ forte, ricorda un po’ la Juve di tre anni fa, ma i bianconeri restano ancora i favoriti per lo scudetto“. Parola di uno che a Torino ne ha vinti tre di fila, parola di Antonio Conte, oggi alla guida della Nazionale.
Ospite di lusso di Enrico Varriale al “Processo del Lunedรฌ” su RaiSport, Conte non si dice sorpreso della partenza sprint della sua ex squadra oggi guidata da Massimiliano Allegri:
“La Juve in tre anni ha costruito un grattacielo dal nulla e si รจ lavorato tantissimo tutti insieme. La casa รจ solida, รจ inevitabile che si debba andare avanti per questa strada e lo farร per molto tempo. Sentir dire da qualche giocatore che aver cambiato sia stato giusto, mi ripaga di tante illazioni che mi si sono riversate contro dopo la mia scelta”.
Tanto basta per vedere i bianconeri ancora davanti a tutti: “La Roma sta facendo un percorso simile al nostro. Avrebbe vinto lo scudetto se non avesse incontrato l’anno scorso una Juve mostruosa. Sta cercando di fare lo stadio, ha fatto un mercato intelligente, ma vedo ancora la Juve favorita”. “In tre anni si รจ fatto qualcosa di incredibile sotto tutti i punti di vista, col presidente abbiamo creduto che il miracolo potesse accadere e cosรฌ รจ stato”, aggiunge Conte parlando dei suoi tre anni a Torino, volendo poi chiarire i suoi rapporti con gli ex datori di lavoro:
“Non si รจ incrinato niente con Andrea (Agnelli) e i dirigenti Marotta e Paratici. Il rapporto resta. Ho pensato e detto che dopo tre anni cosรฌ intensi si era giunti all’epilogo del rapporto. Quando si รจ forti a livello sentimentale e si dร tutto, c’รจ un momento in cui รจ giusto separarsi per il bene di tutti. L’ho esternato ad alcuni calciatori, alla proprietร e ai dirigenti. Piรน difficile far capire al tifoso ma tutto รจ stato fatto a fin di bene”.
Dalla Juve alla Nazionale che, ripete, “all’inizio non era nei miei pensieri” e al “tormentone” Balotelli: “Balotelli una sfida da vincere? Non ho bisogno di sfide per confrontarmi con persone del passato e del presente, mi comporterรฒ nel migliore dei modi, con chiunque verrร in Nazionale”, chiosa il ct ribadendo un concetto piรน volte espresso: “In tutte le mie squadre sono contati prima gli uomini e poi i calciatori”.
