PERUGIA, 18 NOV – L'utopia nel calcio e' di vincere e convincere, dando un gioco alla squadra, attraverso il lavoro, l'impegno, e contrastando l'egoismo, l'arrivismo, l'opportunismo, un po' come succede nella vita d'ogni giorno. A Perugia per la presentazione del libro del giornalista Roberto Renga 'Ho ballato con Mandela', Arrigo Sacchi ha ricordato la sua filosofia, la sua visione del calcio che l'ha portato – attraverso i risultati del suo Milan – a rivoluzionare il modo di giocare a pallone e a offrire uno degli spettacoli piu' belli visti su un terreno di gioco.
Per ''vincere e convincere'' superando l'idea di un calcio italiano ''difensivistico, sempre sofferente'', Sacchi, ora responsabile delle nazionali giovanili, ha insistito sulla preparazione che devono avere gli allenatori. ''Ai miei tempi – ha detto – il supercorso a Coverciano durava un anno, adesso 32 giorni''. Ha poi evidenziato la necessita' di un ambiente societario che deve consentire di far lavorare. ''Io l'ho avuto con il Milan e con il presidente Berlusconi'', ha spiegato.
Un concetto rafforzato da Ilario Castagner, ex tecnico del Perugia della fine degli anni '70, che ha ricordato le grandi capacita' dell'allora presidente Franco D'Attoma. Anche per Serse Cosmi, presente all'iniziativa, un rapporto di fiducia, corretto, fra tecnico e societa', rappresenta l'arma vincente per ottenere risultati e mostrare un bel gioco.
Nel suo libro 'Ho ballato con Mandela' (edito da Absolutely Free), Renga, inviato al seguito della Nazionale di calcio dal '76, ricorda 100 anni di vita della Nazionale, arricchendola con storie, episodi, curiosita', molte delle quali inedite.
Alla presentazione del libro – nell'ambito di Immaginario festival -, coordinata da Giuseppe Smorto, responsabile di Repubblica.it, ha partecipato anche l'assessore regionale al turismo e allo sport, Fabrizio Bracco.
