Atletica, Asafa Powell e Tyson Gay positivi al doping: niente Mondiali

Asafa Powell (Foto Lapresse)

ROMA – Atletica, terremoto doping: non solo Tyson Gay, ma anche Asafa Powell è risultato positivo al doping. Entrambi sono stati squalificati dai Mondiali di Mosca di agosto.

Il primo dei forfait eccellenti non è una storia a base di sostanze proibite. David Rudisha, il fenomeno del doppio giro di pista che ai Giochi di Londra diede spettacolo vincendo a ritmo di nuovo record del mondo, non è stato inserito nella squadra del Kenya per Mosca 2013 a causa dei problemi ad un ginocchio che gli avevano impedito di prendere parte ai campionati nazionali. I dirigenti non disperano di inserirlo all’ultimo momento, ma l’atleta non sembra convinto, e la sua rinuncia appare scontata.

Per il team keniano risultano iscritti alla gara degli 800 Anthony Chemut, Ferguson Rotich e Jeremia Mutai. Nella squadra del Kenya c’è anche un’altra assenza: la campionessa del mondo in carica dei 5.000 e dei diecimila, Vivian Cheruiyot, non potrà difendere i due titoli in quanto in attesa del suo primo figlio.

Le brutte notizie, che fanno anche clamore, arrivano dagli States e dalla Giamaica e mettono fuori dai Mondiali due dei rivali più accreditati di Usain Bolt: Tyson Gay e Asafa Powell, incappati nelle maglie dell’antidoping. L’americano, collegato in ‘conference call’ telefonica da Amsterdam, dove si stava preparando proprio in vista dei Mondiali, ha annunciato in lacrime di essere risultato positivo a un controllo antidoping a cui era stato sottoposto a maggio, e quindi di aver deciso di rinunciare a Mosca 2013. ”Non posso parlare di sabotaggio, ha detto. Fondamentalmente mi sono fidato di qualcuno e questa fiducia è stata tradita. Ho fatto un errore, e ora non sarò in pista al meeting di Monaco e poi ai Mondiali”. Gay non attenderà nemmeno il risultato delle controanalisi, e si è già chiamato fuori.

L’agenzia antidoping statunitense (Usada), che aveva comunicato due giorni fa la positività allo sprinter iridato nel 2007 a Osaka (e primatista mondiale stagionale con 9”75), con una nota ha fatto sapere di apprezzare ”l’atteggiamento costruttivo di Gay, e il fatto di avere rinunciato spontaneamente ai Mondiali. Comunque fino al risultato delle controanalisi e poi del momento del processo nessuno deve essere giudicato colpevole”.

Intanto i positivi in Giamaica, tutti controllati in occasione dei campionati nazionali, sono cinque, fra i quali, per ammissione del manager Paul Doyle, l’ex primatista mondiale dei 100 metri Asafa Powell, inserito nella ‘lista nera’ a causa di uno stimolante. La Bbc ha fatto il nome anche della ‘pantera’ Sheron Simpson, medaglia d’oro ad Atene e argento a Londra nella staffetta 4X100 e argento a Pechino nella gara individuale, mentre altri organi d’informazione hanno inserito nella lista anche il nome dell’altro sprinter Nesta Carter. Se si considera che di recente era stata fermata, per motivi analoghi, la bicampionessa olimpica Veronica Campbell-Brown, ne viene fuori che la Giamaica non è più l’isola felice dell’atletica.

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Maria Elena Perrero