ROMA, 4 APR – La rabbia del Milan per Il secondo rigore assegnato ieri sera al Barcellona ripropone il tema della diversa valutazione di alcuni episodi che viene praticata in campo internazionale.
A parlarne e' stato oggi anche il presidente della Figc, Giancarlo Abete, secondo il quale ''le modalita' di arbitraggio a livello internazionale sono piu' serrate e stringenti''. A giudizio dell'ex arbitro internazionale Gianluca Paparesta, ''e' evidente la disparita' di valutazione tra l'Italia e l'Europa che alla fine penalizza le nostre squadre''.
Parlando a margine di un convegno a Genova, il presidente federale non ha voluto parlare del singolo episodio, ma ha invitato a riflettere sul fatto che le modalita' di arbitraggio a livello internazionale sono piu' serrate e stringenti soprattutto per quanto avviene in area di rigore, rispetto a quanto avviene in Italia''. Abete ha anche sottolineato che ''la presenza dei due arbitri di porta, che non si trova nei campionati nazionali, puo' produrre una modifica comportamentale dei giocatori perche' svolgono funzione di deterrenza''. L'eliminazione dell'ultima italiana dalla Champions e' stata accolta con dispiacere dal presidente federale, che pero' ha rilevato che il Barcellona ''e' la squadra piu' forte a livello mondiale. Anche il Milan, che pure e' una grande squadra, lo sapeva. Dispiace anche – ha aggiunto – in vista da definirsi una semifinale con una squadra importante come il Chelsea che il Napoli era quasi riuscito ad eliminare''.
Commentando il rigore fischiato a Nesta al Camp Nou, Paparesta ha sottolineato che il difensore rossonero ''si e' comportato come di solito si fa da noi, dove le 'mischie' in area sono situazioni comuni. In Italia spesso si fa 'prevenzione', richiamando verbalmente i protagonisti di mischie in area, mentre all'estero si lascia fare e quando la palla e' in gioco se la situazione permane si fischia il rigore. Il metro di valutazione e' evidentemente diverso e questo va a scapito delle squadre italiane''.
''Ci vorrebbe piu' uniformita' di giudizio sui campi italiani – ha proseguito l'ex direttore di gara – e non solo per adeguarsi alla prassi continentale, ma anche per non vedere da una domenica all'altra situazioni uguali valutate in maniera diversa, con inevitabili polemiche. La dirigenza arbitrale – ha concluso Paparesta – ha fatto tanti proclami, ma il moltiplicarsi degli errori e delle polemiche dovrebbe fare riflettere''.
