ROMA 29 MAG Fermarlo non si puo' – ROMA, 29 MAG – Fermarlo non si puo', al massimo
limitarlo come ha provato a fare ieri, senza riuscirci, il
Manchester United. Leo Messi fa entrare il Barcellona nella
galleria delle migliori squadre di sempre, assieme al Real del
presidente Bernabeu, al Brasile ed al Santos di Pele', all'Ajax
del calcio totale ed al Milan di Sacchi. Cosi' e' lui, di questo
numero 10 bravo da impazzire che ha regalato al Barça la sua
quarta Champions, che in queste ore si discute in tutto il
mondo.
Vanno bene Guardiola, Xavi, Villa Iniesta e gli altri, ma il
match-winner rimane questo fenomeno che avra' soltanto 24 anni e
mezzo quando, a dicembre, mettera' in bacheca il suo terzo
Pallone d'Oro, impresa finora riuscita solo a gente del calibro
di Cruijff, Platini e Van Basten. Sono i campioni ai quali Messi
viene accostato in queste ore, sopratutto per sottolineare il
fatto che, vista anche l'eta', e' gia' piu' bravo di loro.
In attesa del trofeo della Fifa e di 'France Football', Messi
vince per tre volte di fila il titolo di capocannoniere della
Champions, come prima di lui aveva fatto il bomber per
antonomasia ovvero Gerd Muller. Dodici reti, quelle segnate in
Europa in questa stagione sono anche un altro primato, che gli
permette di eguagliare quello stabilito a suo tempo (stagione
2002-'03) da Ruud Van Nistelrooy.
Nel mondo, ma ovviamente in particolare in Argentina, sono
pazzi di lui, cosi' il quotidiano sportivo Ole' titola ''Es mas
que Maradona'', ''E piu' di Maradona'', affrettandosi ad
aggiungere ''ed anche di Pele', Cruyff e Di Stefano. Alla sua
eta', quasi 24 anni, nessuno di questi quattro 'mostri' aveva
vinto quanto Messi a livello di club: 15 titoli.
Impressionante''.
Sono proprio questi dati che spiegando la grandezza di Messi,
il campionissimo con la faccia da ragazzino che visibilmente
prova ancora piacere per cio' che fa di mestiere. Per lui il
calcio e' la stessa passione di quand'era un bambino, e con il
pallone fa cose mirabili esibendo naturale spensieratezza sia
che si stia allenando sia che giochi in uno stadio come Wembley,
davanti a quasi 90mila persone. La sua e' poesia del calcio, la
pulce con il trisavolo di Recanati e' un mago, come lo
definiscono i tabloid inglesi, capace di tirare fuori dal
cilindro ricami, slalom e serpentine da virtuoso del football e
conclusioni irresistibili come il sinistro con cui ieri ha
segnato il 2-1.
Cos'altro puo' fare uno cosi'? Dove puo' arrivare? Ora gli si
presentera' una nuova sfida, che poi e' l'unica che gli e'
rimasta: dimostrarsi immenso quale e' anche con la maglia
dell'Argentina. L'occasione arrivera' presto, perche' a luglio
la selezione 'albiceleste' a secco di titoli dal 1993 (Messi con
la nazionale ha vinto il Mondiale under 20 del 2005 e l'oro
olimpico di Pechino '08, ma si trattava di squadre giovanili)
sara' la formazione di casa in una Coppa America attesa con
particolare impazienza. Quale occasione migliore per prendersi
un'altra Coppa e far felice una nazione intera?
Poi Messi, che ieri ha infranto un altro tabu' segnando la
sua prima rete in territorio inglese, tentera' il colpo grosso
ovvero vincere il Mondiale vero: in Brasile sono gia' in
allarme, il 2014 e' vicino. Ci riuscisse salirebbe
definitivamente sul podio dei miti viventi, entrando nell'Olimpo
di 'O Rei' Pele' e Diego Maradona. C'e' chi assieme a questi
mette Alfredo Di Stefano, ma proprio oggi la leggenda vivente
del Real Madrid ha sottolineato, nella colonna che scrive per
Ole', che ''Messi puo' diventare migliore di me, Diego, Pele' e
Cruyff''. Visto che a sostenerlo e' uno che al pallone ha fatto
erigere un monumento nel giardino di casa, gli si deve per forza
credere. Messi e' il re del calcio, e non solo del 'tiqui-taca'
del Barcellona.
