CAGLIARI, 17 NOV – C'era Oscar Washington Tabarez – si' proprio lui che martedi' a Roma ha dato un dispiacere agli azzurri di Prandelli – sulla panchina del Cagliari in occasione dell'ultima vittoria dei rossoblu' a Milano con l'Inter. Era il 21 maggio 1995: i sardi s'imposero per 2-1 (Dely Valdes e autogol di Paganin).
Da allora il Cagliari e' sempre tornato dalla trasferta meneghina al massimo con un pareggio (due volte, poi solo sconfitte) e per Davide Ballardini, al suo esordio sulla panchina rossoblu', subito un difficile banco di prova da superare.
Ancor piu' se si considera che manchera' il giocatore più rappresentativo, il fantasista Andrea Cossu, infortunato, oltre che il forte difensore Davide Astori, gia' nel giro della Nazionale di Prandelli, che tornera' solo a gennaio dopo essersi fratturato il perone. Alla ripresa del campionato, dunque, dopo la sosta, il Cagliari – reduce dalle due sconfitte consecutive che sono costate la panchina al tecnico Massimo Ficcadenti – e' chiamato ad un'impresa riuscita poche volte nella sua storia.
Ma Ballardini confida nella voglia di riscatto dei suoi, partiti alla grande in campionato e poi improvvisamente arenatisi, per dare un dispiacere ad un altro ex rossoblu', quel Claudio Ranieri che proprio a Cagliari inizio la sua carriera nel calcio che conta portando i rossoblu' dalla serie C alla serie A in due stagioni, dal 1988 al 90.
Senza Cossu, che proprio Ballardini ''invento''' trequartista nella sua seconda esperienza nell'isola (quella della straordinaria rimonta che valse una salvezza inaspettata, nel 2008), il Cagliari potrebbe presentarsi a San Siro con Nainggolan dietro le punte Nene' e Thiago Ribeiro, con il conseguente inserimento di uno tra Rui Sampaio e Ekdal a centrocampo, oppure con il tridente puro, con l'utilizzo del colombiano Ibarbo. Piu' difficile l'opzione Ceppelini. Il giovane uruguaiano sarebbe il sostituto naturale di Cossu, il classico numero 10 sudamericano, ma dal suo arrivo in Sardegna (nel gennaio scorso) non ha mai praticamente giocato ed esordire in serie A nella scala del calcio per un ventenne con poca esperienza potrebbe rivelarsi controproducente.
