UDINE, 13 AGO – Quello con l'Arsenal ''non e' un match diverso da altri, sicuramente e' difficile come lo sono tutti e ogni gara fa storia a se'''. Chi parla e' Samir Handanovic che, recentemente, ha allungato (e adeguato) il contratto che lo lega all'Udinese sino al 2016. Per il portiere non ci sono dubbi: ''A Londra dovremo essere noi stessi, dovremo affrontare l'Arsenal senza timore reverenziale, anche se dobbiamo ricordarci che gli inglesi ogni anno arrivano ai quarti o in semifinale, anche se poi puntualmente le beccano dal Barcellona''.
A chi gli ha fa presente che i Gunners visti all'opera contro il Newcastle non sono parsi in grande salute, il portiere risponde con prudenza. ''Ho visto un tempo di quel match – precisa – e il Newcastle e' stato bravo a chiudersi, e' stato protagonista di una prestazione molto buona; quella di martedi' sara' una sfida tra due squadre giovani''. Sara' comunque un'Udinese priva per tre quinti della spina dorsale: Zapata, Inler e Sanchez. Oltretutto manchera' un elemento della vecchia guardia, Domizzi, stoppato da un problema al flessore della gamba sinistra, senza contare che Guidolin sta per modificare il canovaccio tattico che bene ha funzionato nella passata stagione, il 3-5-2, per trasformarlo nel 4-1-4-1. Insomma la nuova Udinese non potra' affidarsi su un blocco collaudato tecnicamente e tatticamente.
''Non credo sia un problema – risponde prontamente il portiere sloveno – sin da luglio abbiamo sostenuto numerose amichevoli contro avversari di pari grado per provare e riprovare vari schemi e quindi essere pronti contro l'Arsenal; e poi siamo in buone mani, Guidolin sa il fatto suo, trovera' le soluzioni migliori per fare bene contro gli inglesi''. Handanovic sottolinea poi il vantaggio per l'Udinese di giocare la gara di andata nella tana dell'avversario: ''Lo e' per tutte le squadre al mondo, comunque il vantaggio sarebbe notevole se riuscissimo a segnare un gol''.
E il temuto tifo inglese? Il portiere e' convinto che la squadra bianconera non sara' per nulla condizionata dal prevedibile sostegno 'infernale' dei supporter Gunners. ''Siamo abituati a giocare al cospetto di 80 mila persone; e comunque, quando in uno stadio 'fa caldo', chi dovrebbe risentirne maggiormente e' il portiere della squadra ospite. Ma io ho gia' giocato a Londra con la mia nazionale e credo di aver sempre fatto la mia parte''.
